Scienze politiche come una cattedrale?

Da qualche settimana, la facoltà di scienze politiche di Catania, ha attuato il piano “no-shorts”. Divieto di pantaloncini e bermuda esteso a tutto l’edificio

No, non vi trovate al vaticano. Se per un attimo, passando per scienze politiche i dubbi cominciassero ad assalirvi, non abbiate paura; non siete in alcun luogo sacro. Semplicemente il più papabile tra gli aspiranti rettori, il preside di scienze politiche Vecchio, ha scambiato la facoltà per la basilica di San Pietro.


Girando per l’intero edificio, la differenza con le altre facoltà è nettissima. Pochissime ragazze con la gonna, quelle poche portano longuette alle caviglie. Di ragazzi in pantaloncini nemmeno l’ombra. Eppure la temperatura supera abbondantemente i 30°. Le voci di corridoio che si sono sparse, grazie al solito passa parola, per tutto l’ateneo risultano quindi essere veritiere. A tutti coloro i quali volessero andare a trovare un amico o la fidanzata che si trovano (fortunatamente o disgraziatamente) iscritti a scienze politiche, consiglio vivamente da fare attenzione all’abbigliamento. Se per disgrazia vi trovaste in pantaloncini, sareste costretti a tornare a casa e cambiarvi. Alla faccia della libertà.


Da qualche settimana, infatti, la facoltà di scienze politiche di Catania, ha attuato il piano “no-shorts”. Una circolare che dapprima tutelava esclusivamente l’aula magna è stata estesa all’intero edificio di via Vittorio Emanuele. Il divieto è ufficioso, nulla di scritto. Il preside Vecchio ha dato disposizione ai vigilantes di impedire l’accesso in facoltà agli studenti che si presentano in pantaloncini, bermuda o minigonna. Come inizio di stagione non c’è male. Si comincerà dalle gonne e dai pantaloncini, per poi arrivare al divieto di orecchini e tatuaggi? La prossima mossa sarà probabilmente l’applicazione del burka alle donne che si presenteranno nell’edificio maniche-sprovviste. L’eccessiva visione di carne, si sa, abbinata all’elevata calura estiva, potrebbe nuocere gravemente alla salute


In segreteria di presidenza è uno scarica barile. Nessuno ha il documento scritto. Tutti parlano di direttive non scritte da parte del preside; i vigilantes ammettono di avere avuto disposizioni di non fare entrare né gli studenti, né i docenti (certo vedere qualche sex bomb in pantaloncini….) né gli amministrativi, qualora indossassero dei bermuda troppo succinti.


La maggior parte degli studenti sembra essersi adattata bene al “nuovo ordinamento”. Alcuni però in silenzio si sentono limitati della loro libertà. Andrea ventuno anni studente di secondo anno ci dice: “Onestamente, con il caldo che fa, avrei preferito essere libero di vestirmi. Questo nuovo regolamento interno è una rottura. Ma qui siamo un po’ degli inetti. Accettiamo passivamente quello che ci viene dettato dall’alto”.


I dubbi assalgono un comune redattore. Le domande si fanno insistenti nella mia mente: qualora il preside Vecchio dovesse salire al sommo pontificio, ops, al rettorato, dovremmo forse aspettarci un estensione del regolamento a tutte le facoltà dell’ateneo? Saremo costretti ad assistere a scene da film comico, con bidelli metro-muniti chini a misurare la lunghezza “regolamentare” delle gonne? Ai posteri l’ardua sentenza… e che il caldo ce la mandi buona!

  • IO

    A proposito di shorts
    Vero è che un’università non è una chiesa, quindi trovo esagerato vietare pantaloncini e minigonne (soprattutto ques’ultime), però trovo sbagliato anche l’eccesso opposto. Per esempio l’altro giorno ai Benedettini c’era un ragazzo che ripeteva scalzo sul pontile, un altro si era presentato agli esami con le ciabatte da mare, le infradito ormai vanno per la maggiore. Mi risponderete che l’abito non fa il monaco, ma un minimo di decoro credo non guasti

  • Enny

    Tutto ciò è assurdo!!
    Complimenti Carmelo,davvero un bell’articolo!! Ma ,adesso mi chiedo davvero che senso abbia fare tutto ciò in una facoltà!Non ne capisco il senso davvero…invece di avere la mentalità + aperta, la si fa diventare sempre + chiusa fino a divenatere dei perfetti bigotti( e con questo non voglio dire che bisogna esgerare con la troppa libertà)!Forse è quello che vuole Catania,ossia farci vivere in una sorta di cupola senza conoscere davvero cosa ci sia fuori realmente!E con questo si potrebbe anche spiegare il fatto che quando uno va fuori Catania per un certo periodo di tempo ritorna sentendosi una sorta di alieno! Ma soprattutto come si fa d accettare una situazione simile da parte di studenti che si considerano perfino degli inetti..mah!

  • Giorgio

    meno male

    Meno male che non sono iscritto a Scienze Politiche. Io soffro il caldo da morire (credo perché sono grosso)

    Ma soprattutto soffro a non vedere le ragazze in top e in minigonna

    Viva il sesso e la libertà di immaginarlo!!

    ahahahahaah

  • Geronimo

    rispondo a IO

    caro Io

    Hai mai pensato che non ci troviamo più alle scuole superiori? Hai mai pensato che abbiamo l’età per decidere quello che vogliamo fare della nostra vita? chi vorrà dare un immagine più “dignitosa” (che sul concetto di dignità si potrebbero scrivere saggi e trattati) allora sarà libero di mettere giacca e cravatta anche con 40 gradi. A coloro i quali non frega una mazza dell’immagine non credi vi debba essere la libertà di vestire come si vuole? Protestiamo contro i talebani per le loro restrizioni nell’abbigliamento e poi ci scandalizziamo per un pantaloncino? Ma come? Proprio noi che siamo i paladini della dignità umana?

    IOOOOO smettila di contraddire solo per il gusto di farlo. Potresti irrimediabilmente diventare noioso (anche se lo sei già a parer mio)

    Augh!

  • Giorgio

    Caro Io…il decoro e le apparenze cambiano

    Caro Io,

    sono in parte d’accordo con te, ma in alcune cose dissento: anche a me non piacciono infradito o ciabatte varie, ma questo non vuol dire che si debba vietare agli altri di indossarli.

    Lasciamo stare i corsi e i ricorsi storici in cui generazioni a confronto hanno discusso (piu o meno animosamente) sull’abbigliamento. E lasciamo stare pure il concetto di DECORO, che potrebbe risultare troppo angusto da analizzare.

    Quello che vorrei soltanto sottolinearti è che se si vieta ad una persona di indossare dei pantaloncini o delle minigonne si limita la libertà di espressione.

    Mi spiego: tu saprai, come me, che dire “l’abito non fa il monaco” è una delle piu grandi ipocrisie mai concepite dall’intelletto umano. Non è vero, non lo è mai stato. E’ socialmente testato che la prima impressione è quella che conta. E’ socialmente testato che se appari in un modo, tutti crederanno che sei in questo modo.

    Se una ragazza decide di andare in minigonna ad una festa, lo fa perché ha caldo (può darsi), ma lo fa anche per apparire piu attraente, più sexi. Se un ragazzo vuole andare in giro per Via Etnea o al Banaker o al Manteca o alla Scalinata Alessi con gli infradito e la maglietta aderente, lo fa perché ha caldo (può darsi), ma lo fa anche perchè gli infradito sono uno status simbol, sono un segno di riconoscimento: “io so come vestirsi, io sono uno di voi, io voglio essere riconoscibile come facente parte di un gruppo, il gruppo dei ragazzi alla moda, io voglio che le ragazze che mi guardano pensino che sono appetibile.”

    L’università, lo stare all’università non è molto diverso, anzi credo che sia ormai la stessa cosa. E’ un punto di incontro dove si fa public relation. Quindi perché stupirsi?

    Io credo che la mentalità “in discoteca va bene ma in ufficio o all’università è inaccettabile” sia anacronistica. Attenzione: non sto dicendo che non la condivido ma bisogna rendersi conto, a mio modesto avviso, che è stata superata.

    Per ultimo vorrei rivelarti una cosa: io ho sostenuto molti esami e alcuni colloqui di lavoro, è stata sempre mia cura presentarmi con un abbigliamento “consono” alle occasioni.

    Sono fermamente convinto che escludendo alcuni, la maggior parte dei ragazzi che vanno in giro con infradito o pantaloncini “da calciatori anni 80″, che la maggior parte delle ragazze che vanno in giro con minigonne “ascellari” e top “da conigliette alla playboy” nelle occasioni in cui conta si trasformano improvvisamente in caste donne siciliane e uomini onorati.

    Rimanere legati al concetto di decoro di 10 anni fa è impossibile. Adesso il decoro non coinvolge più strade, uffici o università. Adesso possiamo esprimerci come vogliamo: sia con una replica ad un post in questo forum, sia con un rutto davanti a delle amiche, sia una minigonna in un posto “sacro” come la facoltà di scienze politiche.

    Insomma il decoro (almeno quello nell’abbigliamento) è un concetto che va evolvendosi.

    Caro Io, evolviamoci pure noi (io , tu e chi va in giro con le cinture con le borchie)

     

     

     

  • IO

    Non rispondo a Geronimo

    Ti consiglio dosi di tranquillanti o tisane, oppure di intensificare la tua attività sessuale, l’isteria ti sta mangiando vivo.

    Io esprimo opinioni, se ti sembro noioso evita di leggere i miei post, non posso vederti soffrire così. Oltretutto se rileggi bene quello che ho scritto (ammesso che tu l’abbia fatto) ho premesso che non sono d’accordo con tali limitazioni da collegio. Secondo me non bisogna esagerare in senso opposto, poi se tu vuoi andare in giro con la canottierastile Mago Oronzo fai pure. Non mi scandalizzano certo i pantaloncini, quanto la tua capacità di associare pensieri ed idee che hanno poche affinità (talebani?!?), nonchè la tua ironia da quattro soldi.

    Adios

  • IO

    Caro Giorgio
    Ma chi ha parlato di vietare? Forse non ci siamo capiti, per me uno può venire con le pinne o vestito da Zorro. Il concetto di decoro è soggettivo, ma credo (e spero) che anche fra 10 anni uno che va a fare un colloquio eviti di mettere gli zoccoli Dr. Scholl.

  • Maggie

    laddove
    Carissimi colleghi, Se voi non aveste oltrepassato i limiti della decenza, le censure del genere non avrebbero senso. Ma siccome venite in universita e soprattuto agli esami meno vestiti che in spiaggia beccatevi questi divieti! Poi, sostenete che l’abito non fa il monaco?! Allora perchè non fatte risparmiare un pò di soldini ai vostri genitori rinunciando agli abiti griffati?? Rimango in attesa delle vostre querele!

  • alessandro scuderi

    too short or not too short?

    ah!!!

    che bello!sono tornato a casa dopo un po’ di sana corsa al porto ed ho pensato :”ora leggo qualcosa sul forum della mia facolta’,trovero’ degli stimoli interessanti”.

    senonche’ mi sono imbattuto su una interessantissima discussione sugli SHORTS ed ho pensato :”che dibattiti!che discussioni!quali speculazioni si fanno in codesto forum”.

    cari amici e colleghi le mie considerazioni in merito lla alquanto penosa e degradata situazione della nostra facolta’ le ho scritte sabato 9 luglio. non voglio angustiarvi oltremodo.

    pero’……….che tristezza!!!!!

  • marmalade

    Che c’è di male?

    Io non ci trovo niente di assurdo nella disposizione del preside di Scienze politiche, anzi…Non potrò mai dimenticare una ragazza che, per l’esame di lingua inglese, si presentò con una minigonna ascellare e un top giallo e, sopratutto, l’imbarazzo della lettrice che la stava esaminando. Ragazzi, tutti soffriamo il caldo, ma questo non ci autorizza ad andare a lezione scollacciati quasi come se stessimo andando a mare! E non prendetemi per bigotta, perchè io la metto la minigonna, ma non per andare all’università!

  • Isa

    Step1 e’ qualunquista?

    Avevo letto un precedente post di Alessandro Scuderi, nel quale definiva Step1 come esempio del qualunquismo dilagante e i concerti organizzati ai Benedettini una cosa inutile (sintetizzo, spero di non sbagliare). Alessandro rimpiangeva i bei tempi in cui un collettivo Kiosco si era dato da fare per “risvegliare” le intorpidite coscienze degli studenti.

    Veramente delle gesta di questo Kiosco non ho sentito mai parlare, anche se sono abbastanza vecchia. Forse le illuminanti attivita’ di un gruppo cosi’ eroico, da rimanere vittima della “repressione” (persino di un preside progressista), non hanno varcato le soglie del vostro monastero. Ma veramente, chiedendo in giro anche a gente che frequenta la vostra fac, nessuno ne sa niente!

    E che devo pensare, allora?  Penso – almeno a giudicare dal nome (“collettivo”) – che l’esperienza alla quale si richiama Alessandro sara’ stata una delle tante micro organizzazioni degli studenti sedicenti di estrema sinistra, tristemente famose per il loro settarismo e spirito di parrocchia, completamente incapaci di farsi sentire dagli studenti che intendono “illuminare”.

    Alessandro non si offenda. Mi esprimo con un certo astio perche’, per un breve periodo, ci sono passata dentro anch’io. Fino a che sono giunta alla conclusione che questi collettivi NON AVEVANO PROPRIO NULLA DI SINISTRA. Non solo! Ma avevano una concezione cosi’ ristretta della politica, una visione culturale cosi’ gretta e dogmatica e da perfetti ignoranti, da non riuscire a esercitare il minimo perso politico e culturale.

    Anch’io, qualche volta, ho criticato Step1 per avere sottovalutato argomenti importanti.  Pero’ adesso vorrei dire che la satira sulla politica antishort del preside di scienze politiche non e’ un tema “qualunquista”. Pensi di avere cose piu’ importasnti da sollevare? E allora, dille! Ma risparmiaci questa prosopopea sul qualunquismo. E per favore non venirci a raccontare le solite cavolate sulla repressione che si abbatte sui soliti quattro gatti dei centri sociali e dei “collettivi”.

    La mia opiunione e’ che, per mentalita’, voi non siete persone di sinistra, come sostenete di essere (facendo la faccia schifata davanti a tutte le nuove forme di aggregazione che voi non siete mai stati, neppure lontanamente, in grado di promuovere). Se la “sinistra” dovesse essere rappresentata da gente cosi’, poveri noi!!!

  • Gi.Ale

    gonne e pantaloncini

    Non e’ giusto delegare ai vigilantes!!!!!!!!! Propongo l’istituzione di una COMMISSIONE CENTRALE DI CONTROLLO: presidente il preside Vecchio Step1, consulente la stilista Marella Ferrera, coordinatore il prof di Estetica, titolare del master sulla moda. Spassosissimo l’articolo di Carmelo Greco. Ma perche’ non provate a intervistare il preside Vecchio? Secondo me o la circolare la scrive, e vorrei vedere comer fara’ a non cadere nel ridicolo, oppure la dissuasione attuata per mezzo dei vigilantes e’ altamente illegale.

  • Prof. G. Vecchio

    scienze politiche

     

    che gran casino ho suscitato, sol perchè nella facoltà di cui sono preside, insieme a tanti altri colleghi, abbiamo deciso di dare delle regole di buon gusto.

    ma a pensarci bene il buon gusto uno o lo ha di suo o è difficile che riesca a capirlo, figuriamoci apprezzarlo. Mi rendo conto che la facoltà di Lingue è un oasi di libertà, ma non tutti, fortunamente, la pensiamo alla stessa maniera. E’ già tanto suscitare un dibattito.

    Un modesto suggerimento a Geronimo, prima di parlare di talebani si faccia una bella vacanza in Afghanistan, magari impara pure qualcosa. 

    In bocca al lupo

    Prof. G.Vecchio

  • zed

    bermuda e minigonna

    Non capisco perchè tanto scalpore…ok, anche a me infastidirebbe l’imposizione, ma credo che il minimo della decenza dovrebbe essere normale in ambito universitario (come in quello liceale….andavate a scuola con la mini mozzafiato??!!)

    cmq, anche se l’abito non fa il monaco, ci si dovrebbe vergonare ad andare a fare un esami vestiti come per andare a mare….per quanto riguarda le lezioni, è un’altra storia…nelle cripte dei Benedettini (chiamo così le aulette che costeggiano il cortile di fronte alle aule nuove…le cripte sono gelide di inverno e soffocanti d’estate) ci si dovrebe andare in costume!!!

  • Red Horse

    Re: scienze politiche

    Il prof. Giuseppe Vecchio, preside della Facolta’ di Scienze politiche, ha l’indiscutibile merito di seguire con attenzione la relativa novita’ del giornalismo studentesco sul web. Gli consiglierei tuttavia di considerare il particolare senso dell’umorismo tipico di ogni forum studentesco. La battuta di Geronimo sui talebani era, per l’appunto, una battuta.

    Mi rimane la curiosita’ di sapere se la Facolta’ di Scienze politiche ha varato una qualche forma di “regolamento” sull’abbigliamento consentito  – questo si’ che sarebbe divertente! - e gli chiedo maggiori dettagli sulle forme di persuasione morale intraprese per tutelare la dignita’ delle istituzioni. (Tuttavia mi rimane il dubbio se sia piu’ immorale un bermuda in facolta’, segno di cattivo gusto individuale, o la laurea all’esperienza con curriculum troppo abbreviato, quindi sostanzialmente svenduta.)

  • brandon

    eccolo qua…….

    Eccolo qua, non poteva di certo mancare l’appoggio morale di Red Horse a Geronimo. Non c’è una volta che Geronimo viene attaccato che Red Horse non gli si schiera accanto, stavolta addirittura “contro” il preside di un’altra facoltà!!!

    che roba…

  • zed

    re: brendon

    perchè?? ci sono rapporti di parentela tra i due??? o qualche favoritismo???? spiegaci il perchè del tuo commento….

    se non ci fossero delle motivazioni valide, sarebbe semplicemente veleno sparato inutilmente su un prof stimatissimo e un ragazzo che sa il fatto suo.

  • Isa

    scienze politiche e il bon ton

    Caro IO, neppure a me piace l’abbigliamento troppo sravaccato. Come trovo di pessimo gusto le sfilate di moda, con esibizione di griffe varie, alle sedute di laurea. Spero che sarai d’accordo: forse il buon gusto e’ bipartisan.

    Ma capisco l’ironia anarchica di Geronimo: sarebbe assurdo, e risulta ridicolo, proporsi di imporre il bon ton per legge!

    Tornando all’iniziativa del preside Vecchio – e vorrei farvi notare che si tratta della mia facolta’ – l’osservazione al vetriolo di Red Horse  non e’ priva di fondamento.

    Non e’ che il nostro preside abbia sentito il bisogno di mettere la facolta’ “in giacca e cravatta” per darsi un contegno, almeno nelle forme? Mentre, nella sostanza, la facolta’ si e’ messa in braghe di tela a cercare studenti in tutti i modi possibili e immaginabili, con l’espediente delle lauree in massa a finanzieri e affini?

    Occupiamoci di piu’ dei problemi di sostanza. Step1 farebbe bene a intervistare il preside Vecchio sulle lauree facili, non su minigonne e calzoncini!

  • Prof. G. Vecchio

    le parole hanno un senso?

    Ho sempre pensato che le parole siano come pietre, e dunque credo che il loro uso vada misurato. Quando red horse fa riferimenti più o meno velati su presunte lauree svendute sarebbe più corretto indicare nomi e cognomi, altrimenti le parole da pietre diventano solo verbose bolle di sapone.

    Confesso che non mi piace affatto e rimango allibito che si passi dal valutare se sia più o meno giusta una decisione, è giusto che ognuno la pensi come ritiene più opportuno, ad attaccare una istituzione con accuse che se non sono dimostrate sono gratuite e fuori luogo.

  • IO

    cadute di stile

    Tanto per cominciare chiamiamo le cose col loro nome. Quella sui talebani, se battuta voleva essere (per me va catalogata sotto altro nome), è stata sicuramente una battuta infelice. Uno deve anche prendersi le responsabilità di ciò che scrive, troppo comodo uscirsene così, quindi non condivido quanto scritto dal legale dell’autore della fesseria, tale Red Horse.

    In secondo luogo, il preside di un’altra facoltà, lo stesso che molti adesso condannano, interviene direttamente nella discussione (in maniera peraltro garbata) e lo si invita in modo allusivo ad occuparsi di preservare la moralità dell’istituzione universitaria, anzichè delle leggi anti-shorts. 

    Senza parole

  • brandon

    mi fa piacere!
    Mi fa piacere che non sono il solo ad essermi accorto dello strano rapporto Red Horse/Geronimo. Geronimo spara le sue clamorose cazzate a ripetizione, e Red Horse puntualmente lo difende e lo tira fuori dagli impicci. Geronimo non c’è una volta che riesca a discutere da solo, senza ricevere l’appoggio di Red Horse, lui se ne esce con insulti e prese per il culo di vario genere salvo poi defilarsi quando si ritrova spalle a muro, lasciando a Red Horse il compito di difenderlo. Credo che un pò tutti si siano resi conto di questo malcostume all’interno di Step1, e credo sia necessaria un pò di chiarezza nei rapporti fra i due. Fateci caso, è sempre stato cosi qua dentro, anche a danno di altri membri della redazione di Step1.

  • geronimo

    spalle al muro? Mah!

    cari tutti

    Io con le spalle al muro? Ma cosa vi viene in mente? Allora, vi prego di fare la seguente (dato che avete sicuramente saltato lo scoglio delle scuole elementari senza mai frequentare). Chiamate qualcuno (capace di leggere -possibilmente meglio di voi-) e pregatelo di sedersi accanto a voi. Ecco, adesso chiedetegli di analizzare il mio post precedente e ditemi se le vostre accuse sono giustificabili.

    RICOPIO. vi prego, in alternativa chiamate la mamma e pregatela di aiutarvi nell’impossibile impresa della comprensione testuale.

    “caro Io

    Hai mai pensato che non ci troviamo più alle scuole superiori? Hai mai pensato che abbiamo l’età per decidere quello che vogliamo fare della nostra vita? chi vorrà dare un immagine più “dignitosa” (che sul concetto di dignità si potrebbero scrivere saggi e trattati) allora sarà libero di mettere giacca e cravatta anche con 40 gradi. A coloro i quali non frega una mazza dell’immagine non credi vi debba essere la libertà di vestire come si vuole? Protestiamo contro i talebani per le loro restrizioni nell’abbigliamento e poi ci scandalizziamo per un pantaloncino? Ma come? Proprio noi che siamo i paladini della dignità umana?

    IOOOOO smettila di contraddire solo per il gusto di farlo. Potresti irrimediabilmente diventare noioso (anche se lo sei già a parer mio)

    Augh!”

    Dov’è lo scandalo? Dov’è la vergogna? Dov’è la cattiva ironia? Dove? ditemelo. Provate (non dico sempre, ma per una volta nella vostra vita) ad argomentare. Io con le spalle al muro? Ma vi rendete conto?

    Augh!

  • geronimo

    ah dimenticavo

    sorvoliamo ovviamente sulle allusioni a favoritismi vari. Ma non vi vergognate? Certe supposizioni le facevo quando avevo 13 (scrivo per coloro i quali non conoscessero i numeri TREDICI) ANNI.

    sorvoliamo perché se no mi metto a ridere, e non mi sembra il caso.

    augh!

  • Red Horse

    Re: le parole hanno un senso

    Gentilissimo “professor G. Vecchio”,

    Le confesso di trovarmi in imbarazzo. Vede, qui ci troviamo all’interno di una piccola tribu’ di pellerossa virtuali. Non diro’ che siamo “indiani metropolitani” per la nota assonanza con periodi ed avvenimenti ormai morti e sepolti (e neppure da prendere come esempio). Ma siamo pur sempre indiani pellerossa, frequentatori di un forum nel quale talvolta di scherza, altre volte si litiga, tuttavia provando a rispettare quelle regole di buona educazione e di reciproco rispetto che rendono i forum telematici una forma di intelligenza collettiva e di costruttivo confronto.

    All’interno della tribu’ di zammu’, io mi firmo con un nickname, anche se l’identita’ dell’autore e’ ben nota alla maggior parte dei lettori. Percio’ sono e rimango un personaggio virtuale, tale Red Horse.

    Considerando le regole, forse troppo liberali, di questo forum, non posso neppure essere certo che lei sia il prof. G.Vecchio in persona personalmente. Potrebbe anche trattarsi di un personaggio virtuale, un mattacchione che si firma “professor G. Vecchio”, come un altro potrebbe firmarsi Ferdinando Latteri, Letizia Moratti o George Bush. Fino a quando Step1 non decidera’ di inserire una forma efficace di controllo delle firme, una circostanza di questo genere non si puo’ affatto escludere. Percio’ sarebbe assolutamente indispensabile che Lei indichi un indirizzo email per certificare che Red Horse sta davvero dialongando con il prof. Giuseppe Vecchio  D.O.C., stimatissimo preside della facolta’ di scienze politiche.

    Dopo questa lunga premessa, che La prego di considerare un semplice chiosa al suo “le parole sono pietre” (per ricordarLe insomma che ai tempi di Carlo Levi internet e i nuovi linguaggi correlati non esistevano ancora) mi rivolgero’ a Lei col dovuto rispetto istituzionale, come se stessi davvero parlando col preside Vecchio.

    E Le diro’ semplicemente questo: non ritiene che in questo momento un preside di facolta’ abbia questioni molto piu’ importanti e piu’ gravi di cui occuparsi rispetto al problema dell’abbigliamento estivo degli studenti?

    La regolamentazione delle cosiddette “lauree all’esperienza” e’ una delle questioni importanti sulle quali a mio modesto avviso varrebbe la pena confrontarsi.

    Premettendo che ogni facolta’ e corso di laurea e’ libero di deliberare in perfetta autonomia, non crede che un percorso troppo agevolato per gli iscritti ai quali si riconosce un curriculum di studi in base all’esperienza professionale non possa costituire un’occasione sprecata per gli stessi aspiranti alla laurea? Non le pare legittimo il timore che concedere la laurea senza far sostenere neppure un esame possa provocare l’impressione che il titolo di studio rilasciato da una determinata facolta’ risulti svalutato?

    Come vede sto sollecitando un sereno dibattito, non si tratta di “attaccare una istituzione”. Anzi, considerati i divieti negli edifici pubblici, Le do appuntamento davanti alla fontana di piazza Cutelli per fumarci un doppio calumet della pace. Mi riconoscera’ dalle tre lineette di vernice gialla rossa e blu dipinte sul naso.

  • traumaa traumaa

    ma vero?
    ma vero?

  • Ragazzo Apposto

    Digitare il tasto cinque

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    Mi intrigano certi avvenimenti.

    Di solito questo forum, nella sua concezione “anti galileana”, non attrae più di tanto il personalissimo animo da lettore del sottoscritto ma qualcosa è cambiato o per lo meno cosi sembra: C’è una strana coppia di comici, che si muove graziosamente a braccetto, IO&BRANDON, questi i loro nomi, che mi rendono felice ogniqualvolta che il mio sguardo distratto e stanco si posa sulle loro digitazioni. Ora io non entro nel merito di quello che dicono o di ciò che costoro intendo comunicare (o rivelarci, secondo un’interpretazione mistica), anche perché se osassi levarmi contro di loro, sarei spazzato da un tram dialettico, e la frustrazione consequenziale sarebbe troppo forte.  

     

    Ma torniamo al tanto discusso articolo del signor Carmelo Greco, colpevole di non avere uno stile pacato (il suo è autocompiacimento letterario) ma di essere in grado di creare una certa aspettativa negativa e positiva allo stesso tempo, nei cuori di tutti noi. Lo trovo un pregio, quasi fosse la versione provinciale, ridimensionata e soprattutto applicata alla fattispecie di Orianna Fallaci o se proprio dobbiamo dirla grossa, C.G. è il Re Mida del forum?

     

    Nel suo articolo, C.G. prende una posizione, neppure troppo eclatante, paragona, fa metafore, arriva ad una conclusione, gorgheggia e firma. Partono le riflessioni. Dirò in breve la mia: la decadenza dell’Istituto Universitario è totale, non investe quindi, semplicemente ed esclusivamente gli studenti (circa l’omologazione di alcuni ce ne sarebbe da parlare) ma qualsiasi elemento che la circonda. No, non mi sciocca un ragazzo che fa gli esami con le infradito o con i rasta; mi sciocca, mi fa paura, lo stesso studente che una volta uscito dall’aula ti parla come uno studente delle scuole elementari, ipotizza simpatie mussoliniane e un certo valore del comunismo 2005 nel 2005 (scelta verbale voluta). Sarebbe più saggio curare questi aspetti, prima di quelli estetici, anche se appoggiandomi a quanto precedentemente detto, un minimo di rispetto per la formalità andrebbe osservato. Alcuni danno da bere alle piante finte.

     

    Concludendo dove posso votare “IO&BRANDON”?

     

    Il mio intervento non vuole avere volontariamente nessun senso (ps).

  • brandon

    ci sto!
    Accolgo la proposta di IO!!!

  • geronimo

    lapalissiano

    è lapalissiano come “IO” e “Brandon” siano la stessa persona. Io mi specializzerò in stili e grafie. E purtroppo ho notato anche una certa (quasi sicura) somiglianza tra IO e un altro utente del forum di zammù (utente che non scrive più da tempo sulla tribù).

    Comunque carissima coppia di burloni. Non sveliamo l’arcano. Ci fate divertire troppo.

    Ma dico… l’avete letto l’ultimo post di IO? E’ l’apoteosi del NON-senso. Non significa assolutamente nulla. Non ha un senso. Un nesso. NULLA.

    Ecco. Mi complimento con IO, per esser riuscito in una delle imprese che l’uomo insegue da secoli. La rappresentazione del nulla. Adesso si che potrò andare a letto più tranquillo. So che cos’è il nulla, e adesso mi fa meno paura.

    grazie di cuore IO (BRANDON, e tu sai chi altro)

    c