La lettera continua con un dettagliato resoconto di un fatto avvenuto nel carcere di Piazza Lanza: "Mi trovo indagato perché nel corso di alcuni colloqui, intercettati nel carcere di Catania, un detenuto parla di un tale «Enzuccio» (che l’Autorità giudiziaria ha ritenuto essere la mia persona) e raccomanda a un congiunto di prendere contatto con lui (incidentalmente osservo che, anche a concedere che i due parlino di me, tale incontro, come provato in atti, non è mai avvenuto)". Secondo Santapaola junior questi "ignoti personaggi" usano il suo cognome come etichetta per i loro subdoli scopi. Proprio questo appare il nucleo centrale della comunicazione del figlio del boss: far sapere che lui con quelli che hanno speso indebitamente il suo nome non c’entra niente: "Chiedo di essere giudicato soltanto per le parole e le azioni che sono a me direttamente conducibili, parole e azioni che non hanno nulla di illecito".
Nel nome del padre
Cosa chiede Vincenzo Santapaola su “La Sicilia”? Di essere considerato una “persona normale”, vittima di un pregiudizio legato al cognome che porta. Intanto Il Dipartimento amministrazione penitenziaria indaga sull’invio della lettera
La lettera continua con un dettagliato resoconto di un fatto avvenuto nel carcere di Piazza Lanza: "Mi trovo indagato perché nel corso di alcuni colloqui, intercettati nel carcere di Catania, un detenuto parla di un tale «Enzuccio» (che l’Autorità giudiziaria ha ritenuto essere la mia persona) e raccomanda a un congiunto di prendere contatto con lui (incidentalmente osservo che, anche a concedere che i due parlino di me, tale incontro, come provato in atti, non è mai avvenuto)". Secondo Santapaola junior questi "ignoti personaggi" usano il suo cognome come etichetta per i loro subdoli scopi. Proprio questo appare il nucleo centrale della comunicazione del figlio del boss: far sapere che lui con quelli che hanno speso indebitamente il suo nome non c’entra niente: "Chiedo di essere giudicato soltanto per le parole e le azioni che sono a me direttamente conducibili, parole e azioni che non hanno nulla di illecito".
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Olga

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