In memoria di te – Un messaggio per Enrico

Studenti, allievi, colleghi, amici: sono stati in tantissimi, in questi giorni, a ricordare con le loro parole la figura di Enrico Escher, giornalista ed ex-docente della facoltà di Lingue, scomparso domenica scorsa. Oggi alle ore 18, presso l’ex Monastero dei Benedettini, si terrà un incontro pubblico per salutare Enrico, nell’aula in cui teneva lezione
- Ciao Enrico, grande innovatore (Gianluca Reale, su ‘Il dito’)

  • lory

    ciao prof
    un prof fuori dal comune, mi dispiace tantissimo

  • Benedetta

    arrivederci Enrico
    Mi unisco al cordoglio con commozione, dedicando ai suoi cari queste parole di Henry Scott Holland, che mi sono state di conforto negli ultimi mesi.

    La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

  • lagentestamale

    addio caro Direttore…
    Non mi sento in questo momento di dilungarmi sul ricordo del nostro Direttore.
    Forse lo farò successivamente, o forse terrò per me le emozioni, i ricordi.
    Adesso voglio solo salutarlo

    Addio Caro Direttore

    Giorgio.

  • Alberto Conti

    Un semplice grazie
    Qualche anno fa – ancora partecipavo attivamente all’ interno della redazione di Step1, prima che Radio Zammù assorbisse ogni mia energia – ricordo una riunione di redazione in cui Enrico Escher fece un lungo "cazziatone" a tutti noi. In quel periodo c’era stato un abbassamento della qualità degli articoli, eravamo diventati pigri, forse distratti anche da altro. Non l’avevo mai visto così arrabbiato e tra tante cose ci disse che se volevamo scrivere qualcosa di interessante dovevamo cercare le notizie, andare per strada. Per ragioni di sintesi sto banalizzando tutto il discorso, ma ricordo bene quel giorno e ricordo che tutti ci sentivamo scossi. Guardo oggi Step1, una realtà splendida nel piattume dell’informazione catanese e immagino quel giorno, uno dei più bui, come l’inizio della risalita.
    Sicuramente ha lasciato qualcosa in ognuno di noi per cui non posso che dire GRAZIE DIRETTORE!

  • Salvo Catalano

    Grazie
    Se ho la fortuna di far parte di questa redazione, è anche per merito suo. il suo progetto non morirà.
    Grazie prof.

  • stefania

    L’ultimo saluto…
    Proprio ieri vedendo l’inchiesta sui beni a perdere pensavo a quanto è cresciuto questo giornale da quando lo abbiamo visto nascere..e pensando a questo non ho potuto fare a meno di pensare a chi ci ha insegnato a fare informazione..
    Grazie caro Direttore..

    Lei non ha mai amato le chiacchere inutili, quindi non aggiungo altro, solo un ultimo caro saluto,Addio Prof…

  • Emilia Greco

    GRAZIE PROFESSORE NON LA DIMENTICHERO’!
    Non so spiegare la mia reazione davanti a questa notizia, è stata come una bomba esplosa all’improvviso, tutto diventa buio e tu non ti rendi davvero conto di ciò che hai appena letto. Caro Professore non potrò mai dimenticare il suo modo d’insegnare ai ragazzi, è stato l’unico che ci ha fatto studiare giocando, sorridendo, è stato uno di noi…ci ha fatto mettere in pratica la teoria dei libri, ci ha dato la possibilità di utilizzare davvero i mezzi di comunicazione di massa in modo da capire in realtà tutto ciò che da anni stavamo studiando su tanti libri. Era uno di noi, un ragazzino sempre allegro che spronava tutti gli studenti della facoltà, orgoglioso del suo lavoro e sempre pronto ad aiutare chiunque ne avesse bisogno. Non dimenticherò il "nostro" esame, le sue parole al momento di firmare il libretto, il suo modo di farci studiare in gruppo affinchè potessimo esprimere al meglio la nostra creatività, la sua ilarità anche durante gli esami scritti. Caro professore lei ha fatto tantissimo per noi studenti e per la facoltà, se Step 1 esiste è anche e probabilmente soprattutto grazie a lei. GRAZIE PER ESSER STATO UN PROFESSORE DIVERSO DALLA MASSA, GRAZIE PER AVERCI INSEGNATO A STUDIARE CON ENTUSIASMO, GRAZIE PER AVER LASCIATO UN SEGNO NEI NOSTRI CUORI!
    NON LA DIMENTICHERO’ MAI…

  • Lagati Agata

    Addio
    Un grande abbraccio a un signore che ha lasciato la vita ma non la forza di emozionarci.
    Arrivederci Enrico!

  • Martha Peake

    Un professore, ma soprattutto un signore
    Vanno via sempre i migliori…

  • Chiara Innuso

    Ciao prof.
    Vanno via sempre i migliori…
    E’ stato un grande professore,ma soprattutto un signore.

  • peppe

    Un prof. veramente vicino ai suoi studenti…
    Ho avuto la fortuna di fare esami con lui, seguire le sue lezioni era un piacere mi dispiace veramente moltissimo era una grande persona sempre gentile mai scostante anche quando i ragazzi lo tartassavano a ripetizione.

    Addio Prof…

  • stellina86

    Non ci sono parole…
    Ho appena saputo questa terribile notizia…il destino è crudele, non ci sono altre parole da dire…Il prof Escher era una persona umile, bravissima, sapeva come entrare nel cuore degli studenti e farsi amare…Mi dispiace tanto.

  • G. Licitra

    era capace di capire le innovazioni
    S’è calato in mezzo a noi perché credeva in un giornalismo innovativo, poco rispettoso, senza pregiudizi e censure; ha portato all’università uno stile diretto, moderno, di cui il vostro step1 è espressione; è stata una bellissima figura sia come giornalista che come docente. Un saluto di rispetto e di grandissima stima.

  • Davide Pappalardo


    Non ho mai conosciuto Enrico Escher personalmente; solo qualche volta ci si incrociava in Facoltà. Ma lo conoscevo già da adolescente attraverso le parole di suo padre, Gustavo Escher, preside del mio liceo. E, cresciuto, ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo tramite il suo lavoro. Per questo stamattina leggere la notizia della sua scomparsa mi ha toccato particolamente. Mi associo al dolore di chi gli voleva bene.

  • E.F.

    mi dispiace
    Sapevo che stava molto male. Ma non pensavo di ricevere questa notizia così presto. Cercate di ricordarlo nella maniera migliore – facendo sempre un lavoro di cui lui potrebbe essere fiero.

  • Mariano Campo

    Ciao Enrico
    Un’era prima di Step1 e del boom di Internet, appena uscito da una giornata di lavoro, Enrico veniva a coordinare la riunione serale di redazione del nostro piccolo Vadetecum, magazine universitario catanese, rigorosamente cartaceo e volontaristico.
    Il suo spirito è rimasto sempre giovane, nonostante poi tutti siamo cresciuti e abbiamo preso altre strade. Lo testimoniano i "semi" lasciati nei suoi allievi dei corsi o dei laboratori di Lingue. Lo testimonia la sua voglia di rimettersi in gioco e tuffarsi – anche dopo sonore delusioni personali o professionali – in scommesse difficili da vincere, ma affascinanti.
    Per tutte queste ragioni, penso che Step1 sia il "muro" più giusto sul quale ricordarlo, seppur con le poche e confuse parole che ti detta il momento.
    Un abbraccio a Flaminia e ai figli di Enrico, e a tutti i colleghi che lo hanno apprezzato.
    Ciao Enrico, grande Lottatore
    Mariano

  • daði

    Il suo esempio continuerà con noi
    Dispiace tantissimo anche a me per la scomparsa del prof. Escher. Sono solo una matricola e da poco in redazione, non lo conoscevo ma sono sicuro che per molti degli studenti, dei ragazzi che sono passati dalla redazione e soprattutto per il nostro giornale è stato Fondatore e Maestro.
    Sono Fiero di essere entrato in questo progetto in cui il Prof Escher ha sempre creduto. Ha dato una linea moderna e diretta a questa testata. Ha battuto la strada per una vera informazione che noi oggi percorriamo.
    Il suo esempio, il suo lavoro, i suoi insegnamenti continueranno con noi per ringraziarlo sempre di tutto ciò che lui ci ha dato.

  • Salvo Mica

    Grazie di tutto Professore
    Grazie per avere inaugurato una materia sui nuovi media.
    Grazie per esserti messo in gioco fino alla fine.
    Grazie per avermi insegnato Manovich – e per avermi insegnato che esiste –
    Grazie per le tue lezioni MAI banali
    Grazie per il lavoro di gruppo che mi hai spinto a fare
    Grazie per la tesi che mi hai accettato
    Grazie per avermi lasciato libertà di studio e documentazione
    Grazie per esserti fidato di me
    Grazie per la lode che mi hai fatto ottenere

    Ma sopratutto grazie grazie grazie per le, immagino, infinite giornate in cui lavoravi al giornale, facevi lezione, studiavi e ti documentavi e correggevi compiti e tesi notte tempo mentre combattevi la tua battaglia contro il male.

    Grazie di essere stato con me, grazie di essere stato mio Professore, mio Relatore, mio Mentore.

    Ti devo molto.

    Ciao Professore.

  • OL

    Un saluto
    Lo conoscevo poco. Lo stimavo molto. Sono molto dispiaciuto!
    OL

  • Agata

    Ciao
    io arrivavo a Step1 e lui ufficialmente se ne andava, ma in realtà non è mai andato via, neanche per me che l’ho visto a quell’unica riunione… Far crescere Step1 è il modo migliore per ringraziarlo e ricordarlo ogni giorno.

  • Claudia Campese

    Ci proveremo, promesso
    Anche per me, io diventavo redattrice e lui si dimetteva da direttore. Eppure nei primi tempi da apprendista turnista era a lui che dovevo fare la telefonata mattutina per aggiornare: in un misto di stima e tensione, perchè questo professionista era anche stato il mio professore. Una paura che subito si smorzava alla prima e immancabile battuta, come quelle che faceva a lezione, dove il pavimento duro e freddo non dava affatto fastidio, tanto eri preso.

    Da stamattina non posso non pensare alle parole di un suo editoriale, qui, sul giornale che lui ha fondato: “Ci proveremo. Cavolo, ci proveremo”.
    E’ una promessa, prof.

  • cetti vacante

    mit meinem Herz
    Caro Enrico,
    stavo scrivendo unh necrologio sul giornale, ma qua è più bello. I ragazzi ti chiamano direttore ed è bello leggere ciò scrivono, sono sicura che anche adesso lo stai facendo con il tuo sorriso appena accennato e la testa un po’ reclinata. Avevo esorcizzato la tua malattia, ormai tanti anni erano passati,ero sicura di aver vinto la scommessa contro la tua morte e invece essa mi coglie alla sprovvista a Monaco, in questa città che all’improvviso mi sembra sconosciuta.
    Non ci sarò neppure il 20 per questo dico adesso che " con te la società civile ha perso un grande uomo ed io un amico squisito".
    cetti

  • Riccardo Orioles

    Escher è stato uno dei primi giornalisti ad occuparsi di internet in Sicilia. Ha fondato il magazine Step1, con una redazione di studenti che col tempo è diventata fra le migliori d’Italia.
    Il lavoro di Escher continuerà a vivere, credo, molto a lungo in quello dei redattori di Step1 e nei loro successi professionali e
    civili.

    Riccardo Orioles

  • d.pinetti

    Una persona…pulita
    Un Giornalista, una Persona che metteva la sua faccia nelle notizie che leggeva. E da come le leggeva, con pacata chiarezza, traspariva l’animo di una persona…sana… pulita. Nel suo viso si rifletteva la sofferenza, anche quella fisica.
    Ricordo anch’io il suo articolo "Lo confesso: sono un coglione,…"

    un pensiero, da uno a lui sconosciuto dp

  • Detty

    Prof!sei un grande!
    Non potrò mai dimenticare le sue lezioni…una bravissima persona!il vuoto che ci lascia è incolmabile….

  • roberta attardo

    una preziosa lezione di stile e di vita
    Un caro saluto ad una persona di grande valore umano e professionale. Io collaboro da poco con step1 e non ho mai conosciuto personalmente il prof.Escher ma posso dire che grazie al suo lavoro e a quello di altre valide persone è nato un giornale che dà la possibilità a noi studenti di "farci le ossa", di andare a scovare la notizia per strada,di scrivere senza retorica. Un giornalismo fatto con passione,insomma.Grazie per la preziosa lezione che ci ha lasciato.

  • Mario Grasso

    Addio Direttore
    Se ne va un pezzo di storia giornalistica di Catania e non solo. Sicuramente tra i suoi desideri c’è stato quello di vedere lo sviluppo di Step1. Che la redazione possa andare avanti portando con sé il sogno di un direttore che ha saputo avviare, insieme ad una stupenda squadra, un bel progetto editoriale.

    Addio Direttore, addio Prof. Escher

  • mario barresi

    quell’ultimo sorriso
    In una notte di tante lacrime e di poco sonno un solo pensiero: tu.
    Poi un rimpianto che non mi darà mai pace: non essere riuscito a farti capire fino in fondo quanto ti volessi bene e quanto tu sia stato importante per me. Come maestro di vita e di mestiere. E infine un ricordo, l’ultimo: quel letto, quel pigiama a righe, quella voce strozzata, quella voglia di combattere. E quell’ultimo sorriso indimenticabile. Ciao Enrico.

  • Valerio

    la mia città
    Come sarebbe Catania se il direttore del quotidiano locale fosse stato un giornalista come Enrico Escher?

  • collettivo di redazione Girodivite

    solidarietà da Girodivite
    carissimi,

    la piena solidarietà della redazione di Girodivite per la morte di
    Enrico Escher, che molti di noi conoscevamo e consideravamo amico e
    punto di riferimento.

    un abbraccio a tutti voi,

    collettivo di redazione Girodivite

  • Sabina Corsaro

    Personalmente e a nome della redazione de Lo Schiaffo vi rivolgo il
    mio sentito cordoglio: l’assenza dei maestri è un momento sempre
    difficile e molto triste, ma lascia intravedere i segni indelebili
    lasciati.

    Sabina Corsaro
    Redazione Lo Schiaffo

  • Sergio Sottile

    L’amico che non ho avuto
    Non l’ho conosciuto come giornalista, nemmeno come direttore, tanto meno come docente universitario. Avrò parlato con lui si e no tre volte. Le strade del cuore, della vita e del mondo ci hanno messo in una posizione opposta l’uno all’altro, eppure…
    Eppure lui ha sempre parlato bene di me dandomi una lezione di vita, di signorilità alta e grande altruismo. Ho seguito la sua malattia senza mai vederlo, con impotenza e ponendomi mille dubbi sul senso di giustizia universale che dovrebbe gobernare il mondo. Ho letto le sue lettere rimanendo affascinato da un modo di scrivere e di esprimersi con semplicità diretta e carica di emozionalità. Un esempio da seguire. Mi dispiace non essere stato suo amico, possibilmente amico vero, avremmo avuto tante cose di cui parlare e io avrei avuto tante cose da imparare.
    E’ andata così ma oggi riconosco la rarità di certe qualità umane che Enrico certamente indiscutibilmente aveva e, leggendo i commenti lasciati su queste pagine, vedo con piacere che sono in tanti, tantissimi ad averlo capito.

  • braz

    è triste
    E’ difficile riuscire ad entusismarsi nello studio di materie per il cui professore, tu sei come tutti gli altri, tu studente sei solo un numero.
    Difficile apprezzare chi ti fa sentire solo uno tra tanti.

    E’ difficile anche apprezzare un professore che è stanco solo all’idea di iniziare l’ennesima lezione.

    Scienze per la comunicazione internazionale, dentro ci avevo messo tutti i sogni per un futuro che speravo mi accogliesse pronta,perfettamente istruita ed entusiasta.

    C’è però in mezzo a tanto disinteresse, in mezzo al più totale distacco dagli studenti chi riesce a farti sentire la differenza.

    Chi riesce come in quei film americani . . a catturare l’attenzione anche degli studenti più distratti.

    Enrico Escher era anzi è e sarà sempre uno di questi.

    Ciao Prof.

    braz

  • Monica1975

    una grande persona
    Ricordo con tenerezza e simpatia il prof. Escher. Ricordo il giorno in cui sostenni la prova scritta di “Comunicazione, Tv e new media”…tanti cioccolatini e caramelle sparse sulla cattedra, raccomandandosi che tutti noi ne prendessimo uno…io ne presi due…lui strizzò l’occhio sorridendomi. Sorrideva sempre ai suoi studenti. E scherzava. Durante le lezioni scherzava spesso. Ricordo anche il giorno in cui sostenni l’esame orale con lui…stavo per sedermi di fronte a lui, con la cattedra messa in mezzo a dividerci…mi invitò a sedermi accanto a lui mentre tirava una sedia vicino alla sua. Non è stato un esame, ma una bella e proficua chiacchierata con una persona, con un amico.
    Mi ha sempre colpito il suo modo di fare, il suo modo di porsi con le persone.
    L’ultimo ricordo che ho di lui risale a 2 anni fa, quando già stava male.
    Io, però, lo ricorderò sempre come il prof. che camminava per la facoltà col suo bel zainetto in spalla.
    Arrivederci prof.

  • Roberto Chibbaro

    Una grande perdita
    Ho sempre ammirato l’opera e le realizzazioni di Enrico Escher, al cui nome, ogni volta che veniva pronunziato, tutti associavano sempre l’espressione "una persona assolutamente splendida". Non ho purtroppo avuto modo di approfondire la conoscenza personale, ma non ci sono dubbi sulla straordinaria eredità professionale, e sul ricordo che lascia.

    La redazione di Unimagazine e tutto il team si unisce alla famiglia e all’università per la grande perdita.

  • rave

    Il mio professore
    Apprendo questa notizia sconvolta,attonita…
    Non ho parole per dire quanto Enrico Escher abbia segnato le vite,tra l’altro,di tanti ragazzi con le sue lezioni di vita…
    non ho parole per dire quello che in questo momento sto provando e pensando…forse lo riserverò per me,lo porterò sempre con me,nel mio cuore,innamorata come ero del suo bellissimo sorriso….
    Grazie prof……A Dio.

  • g.murabito

    Ciao Enrico
    Grazie per essermi stato vicino durante uno dei giorni più belli della mia esistenza. Grazie per essere stato maestro di vita, grazie per avermi trasferito la passione per i nuovi media.

    Se non ti avessi mai conosciuto oggi per me molte cose sarebbero diverse. Non ti dimenticherò mai.

    Ciao Enrico, ciao prof.

  • Paolo Di Caro

    Ciao Enrico
    "…gli uomini di valore sono fratelli…"
    Grazie Enrico per la lealtà con la quale hai difeso le tue idee, ma soprattutto quelle degli altri, quelle di chi non la pensava come te.
    Per me un po’ più "anziano" non sei mai stato il "professor Escher", ma il Giornalista curioso e senza pregiudizi che aveva fame di conoscere un mondo idealmente diverso dal proprio e lo faceva con i ragazzini, come eravamo noi allora, gli studentelli del Liceo invitati in televisione a raccontarsi e a raccontare. E’ troppo facile rinchiudersi nella torre d’avorio del proprio mondo; tu, invece, hai voluto sempre cercare la coerenza nel confronto, nello stimolo continuo, nella ricerca del Nuovo e del Bello.
    Ci sono giornalisti e Giornalisti, uomini e Uomini.
    Arrivederci, grande Uomo e grande Giornalista.
    Paolo

  • Renata

    Ricordo
    Grazie prof. per avermi dato il piacere di conoscerla!Io lo ricordo con affetto,perchè,oltre a stimarlo come giornalista,è stato uno dei miei docenti prediletti e credo non a caso…Lui si distingueva,era innovativo…per il suo modo d’insegnare con entusiasmo,con allegria,per le sue idee,per la sua naturale capacità di catturare l’attenzione degli studenti,di farsi amare,di riuscire a togliere quella distanza che c’è tra studente e docente.Siii ricordo le caramelle nei banchi durante gli esami scritti!!
    E’ vero,per lui non eri solo un numero.
    E’ vero,vanno via sempre i migliori…
    Non ricordo nella mia carriera universitaria di essere andata ad altre lezioni con un tale piacere e di aver appreso e studiato allo stesso modo,non ricordo altre lezioni all’infuori di queste nelle quali non sia stata assente neanche 1volta.Ed è stato merito suo.
    Un Grazie sincero per quello che ha fatto per la facoltà,per i giovani,per Step1.
    Con affetto.
    Renata

  • Sabrina

    Addio Professore…ci mancherà…
    Ricordo, come fosse ieri, l’esame di "Comunicazione tv new media" con il Prof Escher sostenuto qualche anno fa…
    Sebbene avessi studiato molto e la materia mi fosse piaciuta parecchio ero preoccupata…
    Quando venne il mio turno l’ansia di colpo sparì, non appena il prof mi sorrise e mi disse "Stia tranquilla, signorina".
    Fu uno degli esami più piacevoli che io abbia mai sostenuto finora, forse il più piacevole, in quanto non mi sembrò per nulla un esame, quanto piuttosto una conversazione tra due amici…
    Il prof sorrideva sempre e ricordo che per mettermi un voto alto mi fece una domanda sul palinsesto e,quando mi vide nel panico, mi aiutò nella risposta, per poi stringermi la mano, firmarmi il libretto e alzare le mani in segno di vittoria…
    Rimasi colpita da tanta gentilezza e disponibilità e da quel momento non smisi di guardare il telegiornale su antenna sicilia; finchè un giorno lo vidi in facoltà accompagnato da uno studente e capii che stava male, anche se lui continuava a ridere e scherzare nonostante tutto.
    Mi dispiace davvero tanto…era una persona buona e gentile e so che sentiremo la sua mancanza…
    Addio Professor Escher.

  • francesco

    un grande professore, un grande uomo
    sono stato un suo studente… e voglio ricordarlo per l’umanità e la semplicità che è riusicito a trasmettere a tutti noi ragazzi durante le sue lezioni e i suoi esami, una persona fantastica. Adesso mi piace immaginarlo sempre sorridente così come ci aveva abituato nelle sue lezioni. Ieri se n’è andato un grande professore, un grande uomo. Addio prof

  • Rosa Maria Di Natale

    Collega, amico mio…
    Ricorderò tante cose di Enrico. Prima fra tutte la sua fiera e testarda voglia di vivere. Un solo rimpianto: non avere avuto il tempo di studiare insieme le cose che amavamo, come entrambi avremmo voluto. Le altre mille parole che vorrei dedicargli per adesso sono bloccate dal dolore. Spero di riabbracciarti un giorno, collega, amico mio.

  • Roberta

    Un fulmine a ciel sereno!
    Un fulmine a ciel sereno!
    Mi unisco al cordoglio di amici e parenti.
    E’ grande il dolore causato dalla perdita di una Persona che stimo tanto.
    Dopo anni di lezioni, lo scelsi come mio relatore, ed è stato per me una grande fonte di ispirazione. Mi ha aiutato a crescere e a raggiungere un grande obiettivo:la laurea….
    Come dimenticare il prof. Escher??? Impossibile!
    Arrivederci Prof.

  • Marco C.

    Un Buon Professore…
    Voglio ricordare il Prof. come uno dei piu buoni e simpatici dell’Ateneo…
    Ricordo quando in una prova scritta ci portò le caramelle e ci disse:Ragazzi vi raccomando non copiate… Ciao Prof…

  • Marina

    Un Insegnante di cui si sentirà la mancanza
    Apprendere questa notizia è stato come una doccia fredda… Un Insegnante davvero eccellente, una figura presente a 360° per i ragazzi. Ho avuto il vero piacere di assistere alle sue lezioni, nonchè di sostenervi esami… Una persona comprensiva, quasi un "amico" per noi studenti, più che un docente… Non ne dimenticherò l’educazione,la professionalità, l’allegria, la pazienza, la disponibilità….
    Ci mancherà…

  • Rossella

    Come lui, pochi!
    Ho saputo solo adesso della perdida di questo grande Professore, uomo buono e di grande cultura.
    Lo consideravo un professore modello, un innovatore.
    Sono vicina alla famiglia e ai suoi cari.
    Ci mancherai Prof!!!

  • Michele Barbagallo

    Tanta rabbia
    Tanta rabbia perché alla fine non ho avuto la possibilità di conoscerti fino in fondo. Tanta rabbia perché anche dalla “lontana” Ragusa sapevo dell’invidia di qualche collega nei confronti del giornalista più innovativo che ci sia stato. Tanta rabbia per come qualcuno non ti ha valorizzato come avrebbe dovuto. Tanta rabbia anche per il ricordo che, adesso, dopo la tua morte, ti hanno mal dedicato chi avrebbe dovuto farlo in modo dignitoso. Ma anche tanta gioia, per aver avuto la grandiosa opportunità di lavorare con te, di averti avuto per un breve periodo direttore ad Antenna Sicilia, per avermi spronato ad andare avanti, per avermi insegnato a non fermarmi davanti alle difficoltà. Tante lacrime, sincere, profonde, commosse, perché non ci sarai più a dirmi, ok Michele facciamo un minuto e mezzo per questo servizio. Ricordo con grande sofferenza quel giorno in cui ti ho chiamato dicendo che ero stato assunto in un’altra emittente tv e dunque non avrei potuto collaborare piu’ ad Antenna Sicilia. Una telefonata breve, fredda, dura. Per certi versi muta. Col rammarico di aver perso la possibilità, adesso per sempre, di seguire un esempio di cui, anche moltissimi studenti della facoltà di lingue mi hanno sempre parlato bene. Alcuni di loro, ieri, avevano le lacrime agli occhi, il mal di pancia, il rammarico per la scomparsa di un professore amato. Le stesse sensazioni che ho provato per la scomparsa di un collega di lavoro eccezionale e adesso perso per sempre. Anche se, questo è chiaro, ogni volta che tenterò di fare del buon giornalismo, semmai ci riuscirò, penserò ugualmente a te. Grazie per essere stato, in silenzio, un esempio.

  • Meli

    ciao Enrico…
    l’ho appena sentito al tg.. non riuscivo quasi a crederci… fin da bambina correvo davanti la tv, a vedere il tg, solo se c’eri tu… eri il mio mito… quando mi sono iscritta all’uni, il mio più grande desiderio era fare lezione con te.. purtroppo sono arrivata tardi: eri già ammalato… chiedevo a chunque.. e tutti, dico tutti, avevano lo stesso commento: "una persona fantastica"… mi resterà questo desiderio inappagato per tutta la vita… il desiderio forte e sincero di poter stare a contatto con un grande uomo, un bravissimo giornalista e un professionista con la p maiuscola.
    ciao enrico… anzi, arrivederci :(

  • Valeria Vadalà

    Grazie prof.
    Un uomo prima che un docente meraviglioso.

    Il mio primo esame, come dimenticarlo?
    Le mie prime lezioni, una delle materie più belle, ma sono sicura
    che avrebbe reso stupenda qualunque cosa avesse insegnato, perché ci metteva la passione in ogni parola che usciva dalle sue labbra, perché pur insegnando la comunicazione di massa, riusciva a farci sentire degli individui e non dei piccoli puntini distinti in base al numero di matricola!

    Grazie professore perché umanamente mi ha dato tantissimo e adesso a fine carriera quasi, mi rendo conto che ben pochi ti lasciano tanto!

  • salvo scibilia

    oltre la notizia
    In facoltà abitavamo nella stessa stanza. Quando ci incontravamo, ci bastavano poche battute per capirci. I nostri discorsi stavano tutti nel triangolo politica, comunicazione, università. Enrico era gentile e parlava a bassa voce ma quando credeva di avere ragione diventava deciso e fiero. Eravamo partiti insieme cinque o sei anni fa, quando la parola “comunicazione” si materializzò in facoltà e divenne insegnamento. Per tre anni condividemmo il corso, lui si focalizzava sui new media, io sulle tecniche della pubblicità. Poi io ho cambiato stanza, lui ha cambiato mondo e la comunicazione ha cambiato strada. Accanto al ricordo di Enrico ci rimarrà Step 1 che ha il suo stesso sorriso.

  • Monica1975

    un amico
    Nessuna persona muore davvero sino a che vive nei ricordi di chi l’ha amata.

  • marco pirrello

    Grazie
    Ricordo di averlo visto una sola volta al monastero, mi ero appena iscritto e non facevo ancora parte della redazione di questo giornale.
    Lo vidi uscire dall’Aula 24, zainetto in spalla e dissi: "ma quello è Enrico Escher!!". Mi spiegarono cosa fosse step1 e tutto il resto.
    Non ho mai avuto modo di incontrarlo o di partecipare a nessuna riunione durante la sua permanenza al giornale, e di questo ne ho sempre avuto rammarico.
    Durante questo ultimo periodo, per svariati motivi si faceva spesso il tuo nome…per l’articolo numero 5000 (ricordando la tua precedente tappa, quota 3000), per alcune difficoltà comuni al periodo in cui eri tu a dirigere la redazione e altro ancora. Sapevo della malattia e della gravità della situazione, e il dispiacere di essermi perso un pezzo di storia di questo giornale cresceva in me.
    Da quasi un anno sono orgogliosamente un redattore di Step1, il suo giornale che, come lui sognava, sta facendo passi avanti verso i nuovi media.
    Con il mio piccolo contributo, con ogni mio video, spero di contribuire insieme a tutti gli altri a realizzare il suo sogno.

    il dispiacere di di non averti mai avuto come direttore o come prof è davvero tanto ma ti sono sinceramente e infinitamente grato di aver creato e tenuto in vita questo giornale anche per chi come me è arrivato dopo.

    marco

  • Valeria Falsaperla

    Grazie prof
    Ricordo di aver incontrato il prof Escher ancora prima di decidere di iscrivermi a Scienze per la Comunicazione Internazionale,fresca fresca di liceo in uno di quegli incontri di presentazione dei corsi di laurea di inizio settembre. Dietro la cattedra dell’auditorium fece un discorso che è ancora impresso nei miei ricordi.
    Poi iniziò il mio percorso all’università, ricordo con un sorriso le lezioni di Comunicazione, Televisione e New Media,le battute del prof, quel suo modo di fare e parlare così convolgente, le caramelle e cioccolattini durante l’esame in aula 75.
    Sapevamo tutti che il prof stava male ma ci auguravamo che si potesse rimettere per ritrovarlo tra di noi al monastero.
    Un saluto di cuore da una semplice studentessa

  • Cristina

    Addio…
    Purtroppo I Grandi e i Migliori Vanno Via Per Primi… Grazie di tutto, prof!

  • Monica

    IL mio ricordo
    Un ultimo saluto ad un grande prof. che ha sempre dimostrato la sua umiltà con noi studenti, la sua disponibilità e la sua professionalità…..fino all’ultimo ho sperato ke stesse meglio avrei tanto voluto concludere la mia carriera universitaria con la sua collaborazione alla mia tesi…con grande dispiacere….

  • ANNA

    ARRIVEDERCI CARISSIMO PROF..
    GRAZIE DI TUTTO…SEI STATO UN ESEMPIO PER TUTTI, UN GRANDE UOMO UN DOCENTE FANTASTICO,GENTILISSIMO,PAZIENTE E DISCRETO.
    DI PROFESSIONISTI COME TE POCHI CE NE SONO.
    SEMPRE COL SORRISO E LA BATTUTA PRONTA!

    UN DOCENTE E UN AMICO PER NOI STUDENTI…

    INDIMENTICABILE!!

  • Olivia

    Arrivederci Prof.
    Il ricordo del Prof. e Direttore Escher resterà sempre impresso nella mia memoria: è stato il primo docente della facoltà di Lingue in cui ho visto la passione per ciò che stava facendo, e lo faceva divertendosi. Nello stesso periodo ho potuto conoscerlo come giornalista. E’ stato il mio primo direttore e ancora mi ricordo le sfuriate che mi faceva al telefono quando l’home page di Step1 non andava bene o quando gli articoli pubblicati erano scritti male. Ho imparato molto da lui. Ho imparato soprattutto che bisogna fare con passione il proprio lavoro; mi ha insegnato ad avere come obiettivo – in questa professione – l’imparzialità (fin dove era possibile) ed a raccontare i fatti in maniera obiettiva. Bisogna mirare al giornalismo serio: quello anglosassone e americano, diceva. E’ stato un grande Maestro per me.

    Grazie, Direttore!

  • Paolilla

    penso
    Io non ho mai avuto modo di conoscere personalmente il prof.Escher ma nonostante questo, l’ho sempre ammirato per la sua , non so come dire, forse professionalità o forse molto altro.
    L’ho sempre visto in tv al telegiornale e ogni volta riusciva a trasmettermi tanta voglia di crescere e vivere.Aveva proprio la stoffa del giornalista.
    X me era il volto di Antenna Sicilia, il volto del Giornalista, con la "G" maiuscola.
    MI dispiace davvero immensamente perchè ancora una volta la vita a volte è davvero strana…x non dire troppo crudele….
    Arrivederci Maestro…

  • silvia

    ciao prof!!!
    Era giugno… c’era caldo in aula, 3 anni fa……all’esame mancavano pochi minuti e il prof Escher è entrato in aula… sorridente… luminoso, solare,e sulla cattedra ha rovesciato un sacchetto stracolmo di dolciumi e caramelle… per noi studenti, senza dire nulla, senza frasi fatte… semplicemente un gesto, che ha fatto tranquillizzare tutti noi studenti esaminati.
    A VOLTE UN GESTO PUò DIRE MOLTO DI UNA PERSONA.
    Un professore unico, preparato, disponibile, UN OTTIMO MAESTRO, un’ottima persona.
    Ciao prof……
    GRAZIE DI TUTTO!!!!!

  • Giuseppe Rapisarda

    sempre vivo nei ricordi
    Enrico Escher un nome che dietro nasconde una grande persona, un grande giornalista, un grande direttore, un grande professore… cambia l’appellativo ma ciò che rimane sempre uguale è il suo essere GRANDE!!!
    Parte del suo tempo l’ha concesso a noi studenti e gliene dobbiamo essere grati, onestamente credo che alcuni gli hanno saputo dimostrare la loro riconoscenza, sono proprio i ragazzi di step1 che col loro costante impegno e vincendo l’argento hanno dato un significato concreto all’impegno che Escher (e altri) hanno preso nei loro e nei nostri confronti!!!
    Sono fiero di aver conosciuto un uomo che della modestia, della semplicità e dell’umiltà ne ha fatto un unico monumento eretto sulle basi solide della sua cultura, sapienza e ricchezza interiore. Un uomo che nelle sue attività accademiche (e non solo) trovava sempre il tempo per un sorriso… si perchè noi studenti siamo abituati ad andare a lezione, seguirla (distrattamente a volte) per poi andarcene appena il professore di turno si alza e ci congeda, lui invece ci ricordava che eravamo lì non solo per apprendere come automi ma anche per capire il lato umano di una facoltà che spesso innalza muri di demarcazione tra studenti e docenti… e ora io gli sorrido perchè era, anzi è e resterà sempre uno di noi!!!
    Professore porterò nei miei ricordi e nei miei pensieri il docente che Lei è stato, soprattutto perchè ci ha fatto capire delle cose che difficilmente si possano trovare tra le pagine di un libro!!!

  • Gianluca

    Ancora vivo, nei nostri cuori e nei nostri pensieri
    "Mi sembra una buona idea, Andrea!" – "Si può fare Riccardo!" – "Mi fido di voi, per questa inchiesta, però vi suggerirei…" Il direttore, lo avevo incontrato la prima volta a settembre del 2006, insieme a tutti i ragazzi della redazione. Restava in mezzo a loro ad ascoltarli attentamente ed ogni tanto interveniva. Mi piaceva il suo approccio con i redattori, si vedeva che aveva un ottimo rapporto con chi gli stava intorno. I ragazzi lo ammiravano molto, si notava, ed io appresso a loro, nonostante lo avessi conosciuto soltanto dalla TV, al telegiornale di Antenna Sicilia.
    Gli era piaciuto il mio primo articolo, su uno sciopero dei giornalisti per il rinnovo del loro contratto. Poi al turno del lunedì lo chiamavo alle 8.30 in punto per chiedergli la scaletta della giornata. La telefonata durava al massimo 2 o 3 minuti, il tempo essenziale per darmi le informazioni riguardanti l’aggiornamento della home page.
    Di lui ho sempre apprezzato la sua signorilità e la sua grande capacità di ascoltare i suoi redattori. A volte si arrabbiava, come è giusto che a volte accada. I suoi rimproveri poi si trasformavano sempre in ottimi suggerimenti per non commettere più gli stessi errori. Ho trascorso poco tempo con il prof. Escher, solo un anno accademico prima che andasse via. Tutto quello che mi ha insegnato lo porto sempre con me e non lo dimenticherò mai.

  • a.

    note per l’altrove di Enrico
    Riposo, riposo, per sempre
    su una sponda muschiosa,
    riposo, riposo fin giù nel cuore,
    finché dura il tempo:
    sonno che il dolore non desterà,
    notte che alba non spezzerà,
    finché la gioia sorprenderà
    la sua pace perfetta.
    (Christina Rossetti)

    http://www.youtube.com/watch?v=itwL5y0He-k&feature=related

  • Carlo Ottaviano

    Enrico
    Gentili colleghi,
    la notizia della scomparsa di Enrico mi ha molto addolorato.
    Ormai lontano dal 2000, uno dei pochissimi contatti con Catania è per me la saltuaria navigazione sul vostro sito di cui mi sono sempre "fidato" conoscendone proprio la paternità. Di Enrico mi piace ricordare la cordiale, amichevole e stimolante concorrenza quando nel 1996-97 avviammo su fronti diversi – lui ad Antenna, Turi Caggegi e io a Telecolor, – i primi siti web. Mi piace ricordare anche la sana e fiera competizione televisiva di allora, fondata sulla stima personale e il rispetto reciproco.
    E’ una tristezza sapere che è stata rubata a Catania una persona per bene.
    Se vi è possibile, vi chiedo la cortesia di trasmettere alla famiglia il mio affettuoso abbraccio.

    Carlo Ottaviano

  • Andrea Deioma

    addio prof.
    Una telefonata mi sveglia: "E’ morto Escher…"

    "Cazzo, no!" in un misto tra amarezza, delusione e ricordi che subito riaffiorano…

    Non so gestire il dolore e la morte. Specialmente altrui.

    Escher e Step1 mi hanno regalato pagine bellissime della mia vita e gliene sarò eternamente grato.

    Solo questo mi sento di dire, il resto lo tengo per me, nella mia mente, nel mio cuore.

  • Mavie

    Ciao Prof.
    Come Andrea, ho delle difficoltà oggettive nella gestione di una perdita e di un dolore. Per questo non mi dilungherò. Il direttore e la sua squadra mi hanno insegnato tanto. Erano tempi di scommesse, di sfide, di sacrfici e di tante risa. Vecchi tempi, ma indelebili.

    E’ stato lui il nostro mentore. E’ stato lui a infonderci passione.
    Per questo non posso dimenticare.
    E personalmente, devo a lui anche il tarlo della curiosità.
    Grazie Escher.

  • Chiara

    Addio caro professore
    è scomparso un uomo ed un professore straordinario…
    uno dei pochi che riusciva a rendere magica ogni lezione.
    addio caro professore!

  • fernandomadonia

    Sarebbe stato stupendo
    Stupendo è dir poco. In tanti mi hanno parlato di Lei. Tante Parole d’oro.
    La cercavo, ma non riuscivo mai a trovarla in istituto. forse a causa della malattia, chissà? Avrei voluto imparare tanto. Sarà per la prossima volta, sarà per l’altra vita.
    So solo che chi ha intensamente cercato la novità e la libertà, non perirà in eterno.
    …et lux perpetua luceat eis.

  • Graziana N.

    Addio Caro Prof.
    Quando ho saputo della morte del prof.Escher ho provato un grande dispiacere…ricordo come fosse ieri il mio primo esame con lui ero molto tesa ma dopo qualche secondo mi fece sentire subito a mio agio da lì capii che non era solo un bravissimo prof, una persona che metteva impegno e passione nel suo lavoro di giornalista suscitando l’interesse di chi lo ascoltava in tv e durante le sue lezioni ma un uomo di grande cuore, sempre sorridente, gentile e disponibile ad ascoltare i suoi studenti. Sono contenta di averlo conosciuto, di aver imparato tanto da lui e di aver studiato comunicazione,tv e new media appassionandomi a mia volta al mondo della comunicazione in particolare quella giornalistica. Grazie infinite Prof.per il Grande esempio che ha saputo darmi, mi mancherà tanto ma il suo ricordo mi terrà sempre compagnia.

  • gugliolde

    se ne vanno sempre i migliori!
    Non posso mai dimenticare il mio primo servizio da “pseudogiornalista” di step1. “Vai alla conferenza sui 50 anni dell’UE” mi disse il buon prof. con quell’aria serena e pacata. D’un tratto tutte le mie indecisioni e paure si trasformarono in grinta e determinazione. Ho avuto poco a che fare con lui ma si percepiva che era un grande uomo e un grande prof.

  • debby

    grande
    tutte le parole sembrano non avere senso…posso solo essere felice di aver conosciuto una persona speciale come lui…come poche…

  • Toni Piccini (su facebook)

    Per Enrico, da Trieste
    Non potrò esserci fisicamente, per più motivi. Ma vi sarò idealmente.
    Un saluto a lui, un abbraccio a tutti quelli che l’hanno amato e lo amano.

  • Roberto Sammito (su fb)

    lo invitai a Radio Zammù…
    Se devo ricordare Enrico non posso non farlo attraverso la sua musica, le sue passioni letterarie e cinematografiche. Lo invitai a Radio Zammù per "da zero a dieci", un programma in cui i docenti si raccontavano attraverso le passioni letterarie e cinematografiche. La puntata con lui non fu possibile registrarla, ma rimangono nella mia casella di posta le mail che ci scambiammo e le canzoni che lui ha scelto per raccontarsi. Lo voglio ricordare attraverso ‘Il mio canto libero’ di Battisti e ‘Sempre e per sempre’ di De Gregori. Ma anche con ‘Because the night’ di Patti Smith, ‘Imagine’ dei Beatles, ‘La cura’ di Battiato, con gli U2 e la loro ‘Sunday bloody Sunday’, Simon e Garfunkel con ‘Mrs. Robinson’, Peter Cincotti e la sua ‘Some kind of wonderful’, con ‘Succhiando l’uva’ di Mina e finire con la colonna sonora di Betty Blue. Voglio leggere La notte dell’oracolo di Paul Auster pensando che lui amava farlo, vedere Casablanca e pensare che adesso stia guardando proprio questo film.
    Ciao Enrico.

  • I. B.

    Arrivederci Prof… un giorno ci rivedremo!
    E’ stato un grande Prof ed una grande Persona.
    Non dimenticherò mai le sue lezioni ed i suoi esami…!
    Ciao caro Prof.

  • alessandro

    che invidia!
    L’omaggio che gli state rivolgendo è così affettuoso che dice tutto sulla presenza di Enrico Escher all’università. Che invidia non averlo avuto da noi a Scienze politiche! Spero che alcuni di questi messaggi siano letti durante la commemorazione di lunedì 20.

  • fatherson40 su youtube

    un ricordo dai compagni di classe del Liceo

  • Graziana Paglia

    In ricordo del caro Professore
    Caro Professore,
    il suo ricordo rimarrà per sempre indelebile nel cuore di tutti noi studenti che l’abbiamo conosciuto e ammirato!

  • Nino Milazzo

    nino milazzo ricorda Enrico Escher
    Ricordo Enrico Escher con un affetto che è pari solo alla stima. Egli è stato un esempio non solo per il talento dispiegato lungo tutto il suo cammino professionale, ma anche per le qualità etico-morali che hanno sostenuto e caratterizzato la sua attività di giornalista e il suo ruolo di cittadino consapevole e responsabile. Mi dispiace molto non poter partecipare alla sua commemorazione. Proprio oggi, alle 18, infatti, devo onorare un impegno pregresso legato a una cerimonia che si svolge presso il carcere di Bicocca e che prevede un omaggio alla memoria di un altro grande giornalista catanese, Candido Cannavò, che mi è stato fraterno amico per oltre cinquant’anni. In particolare, sono chiamato a presentare il suo libro “Libertà dietro le sbarre”. Col cuore, sarò anche con Voi che ricordate il caro, Indimenticabile Enrico.

     Nino Milazzo
  • Zina Bianca

    Ciao Enrico
    Ciao Enrico,

    "mamma dov’è Dio? " " non so, forse è uscito". Oggi saprei cosa rispondere al mio piccolo figliuolo : " è sicuramente a passeggio con Enrico, conversa con lui, rallegrandosi, perchè Enrico parla a bassa voce ma i suoi pensieri hanno un’eco profonda." Ecco mi piace pensare questo, che Dio lo abbia accolto ricambiando il sorriso gentile che aveva sempre sulle labbra e la dolcezza umana, e in qualche momento fragile, del suo sguardo. Mi piace pensare che Dio lo abbia accolto al meglio, come si accoglie un amico, perchè felice di incontrare un’anima bella, pulita nel cuore e trasparente, che ride e scherza per incoraggiare i suoi allievi e nasconde tra le pieghe del cuore le sofferenze. Mi piace pensare che insieme ai tanti buoni e semplici, ci guardino entrambi dall’alto, e che non sia vero che restiamo soli in questo mondo triste, nel quale sembrano prevalere le persone banali e spesso inique che poco sanno di cultura, forti con i deboli e deboli con i forti. Mi piace pensare che resterà, nel cuore dei suoi allievi e dei tanti che lo hanno conosciuto, il segno forte del suo pensiero, del suo coraggio.

    Zina Bianca

  • r.r.

    Coraggio, altruismo e fantasia…
    Se non è dai particolari che si vede un giocatore, un giocatore lo si riconosce dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.

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