Quel professore «un po’ cretino, un po’ maschilista»

Elio Rossitto, docente a Scienze politiche, è accusato da una studentessa di aver chiesto prestazioni sessuali in cambio di buoni voti. Su “La Sicilia” la sua difesa: «non vedo quale possa essere l’ipotesi di reato essendo tra due persone maggiorenni»

È un normale martedì quando improvvisamente prende vita un tam-tam online: a Catania un professore avrebbe garantito buoni voti in cambio di favori sessuali. Il “Fatto quotidiano”, giornale diretto da Antonio Padellaro, anticipa i contenuti di un servizio della trasmissione “Le Iene” nel quale sarebbe stato filmato un docente della facoltà di Scienze politiche che usciva da un hotel con una ragazza.

Quasi immediata è la risposta dell’Ateneo che – con una lettera indirizzata alla Procura della Repubblica – chiede al preside della Facoltà di «accertarsi dei fatti e riferire» e rende noto di non aver ricevuto notizia formale di una denuncia.

Giunta la sera, saranno stati in parecchi a tenere d’occhio la trasmissione in onda su Italia1 per conoscere i dettagli su una storia che si diffonde sempre più tra le aule universitarie, forum e blog. Tutti, però, rimangono delusi: del servizio non c’è traccia.

Per scoprire il nome del docente coinvolto e la sua versione dei fatti basta attendere l’uscita de “La Sicilia” di ieri. Elio Rossitto, professore di Economia delle università di Catania e Kore di Enna, rilascia un’intervista «all’amico di vecchia data» Tony Zermo, storica firma del quotidiano cittadino.

«Sono caduto in trappola come un cretino» è il titolo dell’intervista nella quale – sotto una grande foto dell’uomo e accanto alla cronaca della vicenda – viene data la versione del docente. Una giovane studentessa (Dominique, vent’anni, si apprende dalle agenzie successive) lo contatta per ricevere un aiuto nella sua materia e nella carriera universitaria. Viene preso un appuntamento in un bar dove la ragazza avrebbe fatto delle avances: «lei mi dice di non aver dormito la notte precedente, di essere stanchissima e di avere un grande desiderio… quelle cose che si dicono… Io da cretino le sono andato incontro e le ho detto “se vuoi ti porto in albergo”. E così abbiamo preso una stanza».

Solo a questo punto – secondo il racconto del prof. Rossitto – la situazione inizia a diventare strana: «la ragazza, che prima si era comportata normalmente, entrata nella stanza ha cominciato a fare discorsi strampalati, cosa ho in cambio, cosa non ho in cambio… cose del genere». Quattro minuti per capire che l’incontro non stava andando come previsto, poi l’uscita dall’hotel, lo scontro con la troupe de “Le Iene” e successiva fuga.

A proposito della mancata messa in onda del servizio si sono fatte mille ipotesi e congetture. Contattato l’ufficio stampa che si occupa del programma, arriva la risposta più semplice: la scaletta era già decisa e comunque il servizio è ancora in fase di montaggio. Post-produzione, non i «motivi non chiariti» dell’articolo de “La Sicilia”.

In tutta la vicenda, come viene descritta la studentessa? Secondo la cronaca del giornalista Zermo «potrebbe essere stata lei a far cadere Rossitto nel trappolone, fidando sul fatto che il docente è sensibile al fascino femminile». Ripetente e pure mala femmina?

Il Professore racconta di essere stato gabbato «un po’ da cretino, un po’ maschilista». Poi aggiunge: «non vedo quale possa essere l’ipotesi di reato essendo tra due persone maggiorenni».

Maggiore età o no, la denuncia alla fine è stata presentata e la Procura ha aperto un fascicolo. A questo si aggiunge la risposta ufficiale dell’Ateneo: «Alla luce delle notizie di cronaca e dalle dichiarazioni riportate dagli organi di stampa e, in particolare, dal quotidiano “La Sicilia” di oggi, l’amministrazione dell’Università di Catania ha provveduto ad avviare la contestazione degli addebiti nei confronti del prof. Elio Rossitto al quale sono stati concessi venti giorni di tempo perché rappresenti le sue deduzioni. Questo permetterà, subito dopo, di trasmettere la pratica al Consiglio Universitario Nazionale per i provvedimenti conseguenti».

Tempi duri per i professori «un po’ cretini, un po’ maschilisti».

  • fabio

    finalmente!
    Step1, una voce libera E UN’INFORMAZIONE COME SI DEVE. Continuate così.

  • lunanuova

    quando è troppo è troppo
    Ritirate la patente a Tony Zermo.

  • Giulio Scalia

    dopo l’intervista-confessione di Zermo
    Oggi Mario Barresi (pag.3 de "La Sicilia") prova a metterci una pezza.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Il sesso è un’affermazione di vita
    Il professore Rossitto non ha manifestato il suo potere, ma tutta la sua fragilità. Il sesso è un’affermazione di vita. E questo spiega perchè gli uomini avanti con l’età, spesso, diventano lascivi. L’articolo di Zermo? Solidarietà tra anziani, forse compari, ai quali la vita sta sfuggendo nonchè esempio di becero giornalismo. Come Francesco Merlo anch’io "da tempo ho smesso di pensare che il buon giornalismo possa cambiare il mondo". Sono però sicura che "il cattivo giornalismo lo danneggia". La mia solidarietà a Dominique e a tutte le ragazze che troveranno la forza per denunciare casi analoghi. Se è vero che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

  • Giorgione

    Re: Il sesso è un’affermazione di vita
    Secondo "Marina Teo Ammiraglia" uno che fa il piedino durante gli esami non sta usando meschinamente la propria fettina di potere. Davvero questa è grossa! A me pare che stia facendo qualcosa che è l’opposto della seduzione e della sessualità come affermazione di vita. Ti consiglio di cercare attenuanti più sensate. Che i vecchi, alcuni vecchi, diventino lascivi, o che riscoprano un erotismo a tratti onirico a tratti delirante è tutta un’altra storia.

  • Scarlett

    tutta colpa degli ormoni
    A parte la nausea che tutte le mattine mi suscita Zermo per quello che dice e per come lo scrive – varia solo la quantità – non penso che il punto sia se la studentessa è innocente o meno, o che lo abbia provocato o meno, o che sia consenziente o meno, qui il punto è che, a prescindere da questo, Rossitto è un insegnate disposto ad andare in albergo con una sua studentessa. poi la notizia rilevantissima che è amico di vecchia data di Zermo con cui ha un’intervista-conversazione, tipo due maschi che al bar si raccontano le novità piccanti, è un’altra aggravante… se la ragazza non avesse cominciato a dire cose strambe il povero prof. cosa avrebbe fatto??? penalmente non sarà un reato essere maschilista e vittima del fascino femminile, ma "universitariamente" (e anche penalmente, in realtà) parlando dovrebbe esserlo, se questa cosa influisce così tanto su come il povero prof. fa il suo lavoro.
    ma ultimamente essere "fimminaru" è la scusante per tanti reati e comportamenti che vanno contro quell’etica che almeno chi ha un certo ruolo, come può essere quello di prof. o di rappresentante delle istituzioni, dovrebbe avere.

  • Giuseppe Lazzaro Danzuso

    Cattivo e buon giornalismo
    Se avessi avuto una notizia di quel genere – com’è stata riferita sia pur da un’unica fonte e senza la possibilità, in quella stessa giornata, di sentire l’altra campana -, l’avrei data ugualmente. E il fatto che oggi a quell’altra campana sia stato dato ampio risalto, è la riprova che non è stato fatto cattivo giornalismo. Ho trovato anzi la cronaca di Barresi puntuale ed esaustiva.
    Le altre valutazioni, compresi le analisi sulla senescenza e i processi sommari alla Giorgione (pittore?), non mi interessano.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Visione femminista
    Nessuna attenuante. Io e te, "Giorgione", partiamo da punti d’osservazione diversi; e da un diverso modo di intendere il "Potere". Io non vedo il tentativo di un uomo di comprare una ragazza, ma il patetico tentativo di un uomo, di una certa età, di vendersi ad una ragazza. L’essere di potere seduce, porta a sè l’altro con la sensualità; l’essere fragile ed insicuro, invece, cerca di attirare a sè l’altro promettendo un trenta e lode.
    L’essere di potere sa che la più potente arma di seduzione è il senso del pudore, inteso come senso della misura; l’essere fragile ed insicuro, invece, fa "piedino" e chiede spudoratamente un "bacio con la lingua". L’essere di potere non va all’altro, ma riesce a far sì che sia l’altro a fare il primo passo.
    L’essere di potere non compra, non si vende e soprattutto non baratta. L’essere di potere ottiene in dono.

  • Monica1975

    che schifo!
    Sono d’accordo con Giorgio quando afferma che un professore che fa il piedino a una studentessa durante un esame sta usando meschinamente il suo potere.
    A quanto so, nella facoltà di Scienze politiche, molti esami avvengono a porte chiuse, quindi in assenza di testimoni.
    Forse basterebbe far sì che TUTTI gli esami di TUTTI i corsi di laurea dell’ateneo si svolgano a porte aperte per evitare che qualche professore un pò “su di giri” possa fare il lascivo con qualche studentessa (e magari con qualche studente).

  • kaos

    Bussate e aprite la porta..
    Esiste un regolamento didattico dell’Ateneo
    http://www.unict.it/Public/Uploads/links/RDA%20270.pdf
    e l’art. 18 comma 9 stabilisce che gli esami devono essere pubblici.
    Se trovate la porta chiusa…apritela o chiamate immediatamente il preside o ricorrete alla giustizia amministrativa per annullare quella sessione di esame.
    A me sembra inconcepibile che uno studente accetti questa forma di prevaricazione così palese ed è altrettanto sorprendente che anche gli altri studenti in fila dietro quella porta, in attesa del loro turno, non protestino ufficialmente e si limitino a lamenti e giudizi negativi sui social network di valutazione docenti.
    Ragazzi, ma è possibile che in questi anni non sia giunta alcuna protesta ufficiale al Preside di Scienze Politiche, anche solo per questo modo originale di esaminare gli studenti? Oppure si tratta di una prassi comune in quella e altre facoltà? Fatemi capire..

  • Roberta Marilli

    la notizia
    Scusa Giuseppe, ma qui nessuno sta mettendo in dubbio che il giornale – unico ad avere il nome del prof e i particolari della notizia – dovesse pubblicare tutto. Qui parliamo di stile, di continenza, di obiettività. Far passare la ragazza per una poco di buono e intervistare il professore premettendo che si tratta di un "vecchio amico" (e trattandolo per tale) a me non sembra affatto una prova di "buon giornalismo".

  • Giorgione

    Re: Visione femminista
    @ Marina
    Non dico che la tua analisi sia totalmente campata in aria. Tuttavia, ultimamente, siamo fuorviati dal trionfo della mercificazione del corpo femminile e da notizie relative ad uomini di potere i quali – poveretti – forse non hanno più il tempo e la voglia di avvalersi delle loro potenzialità seduttive. A quanto pare vanno tout court in cerca di puttane. Quindi il discorso sulla seduttività del Potere, nelle forme e nei modi da te indicati, pare in declino.
    Come inquadrare il caso che ci occupa mi pare impossibile stabilirlo. In verità ci stiamo basando su rappresentazioni molto sommarie, su basi così incerte non vedo che interesse c’è ad approfondire. Restano i problemi indicati da kaos e dalla maggior parte degli altri, te compresa. Proporrei perciò di limitarci a questo lato della faccenda: i prof che si portano la studentessa in albergo e che fanno proposte durante gli esami fanno schifo. Innanzi tutto stabiliamo questo. Poi chi ne ha voglia si dedicherà alle peculiarità psicologiche di ogni singolo caso.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Il capro espiatorio
    @ Giuseppe Lazzaro Danzuso.
    Trovo "l’intervista", fatta da Zermo a Rossitto, indifendibile. E trovo "puntuale ed esaustiva" la cronaca di Barresi. Un buon giornalista racconta la notizia attenendosi ai fatti.
    @ Giorgione.
    La mia "analisi sulla senescenza", così come la definisce Danzuso, mira ad offrire un diverso punto d’ossevazione al fine di evitare che si guardi al prof Rossitto solo come ad un uomo di potere che tenta in modo squallido di procacciarsi il sesso. La mia analisi invita a guardare al prof Rossitto anche come ad una persona che ha fragilità e debolezze e, dunque, soggetta all’errore. Si condanni il professore, ma ci si sforzi di comprendere la persona. Ha sbagliato, non c’è dubbio. Ma chi è senza peccato scagli la prima pietra…
    In Facolta, altri nomi di "attempati" docenti circolano già. Mi auguro che questi nomi, supportati da fatti, vengano fuori; e che non si faccia del professore Rossitto il capro espiatorio di un sistema malato. Evitiamo di inviarlo ad espiare nel "deserto" caricato anche dei peccati altrui.
    Il sistema è malato? Di questo bisogna parlare!

  • Giorgione

    Re: Il capro espiatorio
    Allora sentiamo se dalla facoltà qualcuno ha qualcosa da dire, io non saprei cosa aggiungere.

  • tino vittorio

    Siamo un popolo di guardoni bolscevichi
    Un mio amico taoista sostiene che il prof. non è imputabile di porcheria alcuna. A lui il collega risulta penoso, ancorchè penico. La porcheria il mio amico taoista la vede nel voyeurismo della comunità sessuodipendente (giornalisti, magistrati, noi, noio tutti) perchè alimentata da una cultura religiosa sessuofobica, sessuopatica, per la quale l’Assoluto è Penico-Pubico, un/una Trans che, substanzialmente indeciso/a, alla fine opta per la automortificazione, costringendo e mutilando nel letto di Procuste (la miseria psichica dei guardoni) la sua identità psicopatica( psicopatica, perchè se la costruisce, ma non la tollera). Il mio amico taoista mi ricorda quanto sia stato importante per la dissoluzione della Russia zarista il pene di Grigory Rasputin attorno al quale volteggiò in isterico misticismo carnale la devozione femminile della corte russa. Mi ricorda che dietro il coso di Rasputin si compose il volto di Lenin che avrebbe messo in piedi una rivoluzione del c… di Rasputin. E’ un pò la stessa cosa che si vorrebbe in Italia – sostiene il mio anico taoista:si dissolve il coso di Berlusconi e fuoriesce la faccia di Ezio Mauro o di Di Pietro. E’ un pò la stessa cosa che a Catania:dietro il coso del prof. il viso e le urla degli assaltatori del contro-potere baronale. Ed invece di parlare di Adam Smith, a lezione ci si impegna in acrobazie dialettico-bigotte-carnascialesche-socialrivoluzionarie tra il coso del prof. e la cosa della studentessa. Ma è un paese questo? O è una commedia scritta da Bukowski, in fase di sbronza acuta? Come si può pensare di trasformare in una questione di Diritto la tecnica individuale di seduzione sessuale? Come faranno i magistrati che indagano sul coso del prof. a non sbellicarsi dalle risate? Rimarranno sereni? Il problema non è giuridico, ma privato.Insomma, al prof. darei un’ipertrofica insufficienza in materia di seduzione.Lascerei alle loro carte più importanti i magistrati. E buona notte.
    P.S. Il coso di Grigory lo si può ammirare in paraffina, dentro un baratttolo di vetro, conservato al Russian Museum of Erotica a St. Pietroburgo, fondato da Igor Knyazkin, presidente del Centro di Ricerca della Prostata dell’Accademia Russa di Scienze Naturali.Il coso paraffinato pone un problema:come può essere di Rasputin, se il "monaco pazzo" fu abbattuto a revolverate dagli ufficiali cornuti dello Zar, se il corpo fu bruciato e buttato nel fiume?
    Chi non ha i soldi del viaggio e del pernottamento, clicchi: htpp://www.mosnews.com/news/2004/04/28/rasputin,shtml.

  • lunanuova

    Re:Siamo un popolo di guardoni bolscevichi
    Che bello! Finalmente s’è trovato un altro fan del prof. Rossitto. Lo dicevo io che non poteva essere il solo Tony Zermo.

  • franco g.

    quale allegria
    Citando tino vittorio: "al prof. darei un’ipertrofica insufficienza in materia di seduzione".
    Per fortuna è rimasto qualche Grande Maestro di Seduzione nella nostra facoltà. Allegre ragazze!

  • kaos

    Rossitto opinionista in tv
    Sono curioso di vedere come si comporterà adesso l’editore dell’emittente locale che da molti anni ospita il Prof. Rossitto in veste di conduttore di programmi di approfondimento politico.

    Come non ricordare i ommenti del professore a fine tg sul degrado etico e morale della classe politica italiana?

  • Giorgione

    Rispetto per Charles Bukowski
    Perché Lui, quando scrisse ‘Notes of A Dirty Old Man’ aveva solo 47 anni, non portò mai la cravatta, visse in un’epoca che sconosceva il Viagra, scrisse su giornali underground, non era assatanato di consulenze. E non pretese di fare il prof universitario, né tanto meno di fare esami.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Guardona
    Wow! Sono appena stata al museo…
    Dunque, tra coso e cosa sarebbe meglio non metter bocca. O forse sì? Boh! Sono ancora stravolta dall’immagine.
    "Tecnica individuale di seduzione sessuale"? E’ indubbiamente vero che ognuno ha un proprio personalissimo modo di sedurre, così come è vero che esistono modi di sedurre che possono essere trasformati in una questione di Diritto.( Esempio? Un pedofilo attira un bimbo utilizzando le caramelle ? Reato!). Ridurre le persone ad un solo modello, ad un solo modo di pensare e di agire non m’interessa; non bestemmio Dio e, dunque, non ritengo l’Assoluto Penico-Pubico; e l’idea di vedere la faccia di Di Pietro dietro la dissoluzione del pene di Berlusconi m’inquieta più dell’immagine del pene stesso… di Berlusconi. Ritengo però, anche, che ci sia un limite a tutto, anche al potere baronale. SI ai rapporti tra persone adulte e consenzienti. Professori e studenti\esse? Professoresse e studenti\esse? Perché no!? Ma NO, decisamente NO, alle molestie sessuali. Innamorarsi un pò di più e prostituirsi un pò di meno, professore. E che tra Yin e Yang o, se preferisce, tra xy e xx, xy e xy, xy e "xxy"(suppongo trans), e tra tutte le combinazioni possibili, ben venga il Ceedra!

    P.S. Al suo amico taoista, grazie per la dritta!

  • Dino Giarrusso

    Al mio amico Tino Vittorio
    Tino, amico mio! Perché ami così tanto arrampicarti fra coordinate cartesiane immaginarie, e lì ricamare i fili sofistici e sofisticati della tua visione del mondo? Mi conosci, e sai cosa pensi della meravigliosa opportunità, della fortuna assoluta che l’essere umano si è vista regalata, e che si chiama seduzione, conquista, intesa sessuale, piacere, stimolo psicologico al piacere, erotismo, gioco, lato ludico dello scambio erotico, lato erotico di ciascun gioco, sguardo, carezza. Siamo fatti così, corpo ed emozioni, animali razionali emozionali, ed è bellissimo. Ma a te (ex-maoista) e al tuo amico (neo-taoista), mi vien da chiedere una cosa. Secca secca. Un ignorante sessuale, o un incapace seduttore, va perdonato. Non c’è dubbio. Che sia ipertrofico o solo ignorantello, è uguale. Un docente universitario (tu lo sei, io lo sono, Rossitto lo è), che abusa della sua posizione di "potere", per qualunque scopo, va invece sanzionato. Se Rossitto avesse chiesto denaro in cambio di un trenta, cosa avreste detto, fra tao e mao? Miao? Oppure avreste pensato che era il caso si vergognasse, ed andasse a guadagnare il denaro altrimenti, possibilmente fuori dall’università? Un docente che approfitta del suo ruolo non già per sedurre una studentessa (pratica deprecabile e da me distante anni luce, ma che immagino umana) bensì per ricattarla, anzi ricattarne tante, non è degno di insegnare, secondo me. Insegna come non comportarsi, semmai. Io giudico i miei studenti in base al loro impegno, alla loro preparazione, al loro percorso personale di studio, alla loro crescita culturale. L’esame è una formalità -d’accordo- ma conclude un percorso, che è un percorso di apprendimento e di conoscenza reciproca fra docente e allievi. Se io do un 30 è perché penso che lo studente meriti 30, se do un 20 perché -fallibile per come sono- ritengo meriti 20. Ma se dessi 30 in cambio di qualcosa, sarei indegno. E’ quello il punto, Tino, non che COSA chieda in cambio. Che il qualcosa sia una somma di denaro, un favore fatto dallo zio dello studente, o un rapporto orale sotto la cattedra, per me il principio non cambia. Anzi, se devo dirla tutta, la richiesta di sesso in cambio di un buon voto procura -proprio a me, che amo l’eros oltremodo- un viscido senso di disgusto, particolarmente acre. Ma ciò è soggettivo. Credo che il codice civile e penale (non quello penico) prevedano sanzioni per i docenti che anziché compiere il proprio dovere -per il quale, lo ricordo, la comunità tutta paga loro uno stipendio ed offre loro un certo qual prestigio- usino la loro posizione per ricatti. Mi auguro che tanto il rettore quanto la magistratura sappiano indagare su cosa sia successo, e tirare le giuste conclusioni. Qui non siamo in "Vergogna" di Coetzee, né ne "La macchia umana" di Philip Roth. Qui siamo nella vecchia Catania di Zermo, incistata di lurdìa e privilegi. E tu, Tino, che tenti di volarne via col vasel delle tue parole, del tuo libero e colto pensare -le sole splendide ali che possiedi- dimentichi tanto spesso del perché quella lurdìa e quei privilegi si siano stratificati. E ignori forse anche te stesso, quel te stesso che immagino reagirebbe in maniera meno taoista se la tua figliola diciottenne venisse scossa a dirti, una sera: "Papà, ho fatto una pompa ad un prof 65enne in cambio di un trenta". Perché nel penico pensare, ti sei dimenticato delle giovani ragazze. Le ragazze, non le loro bocche o le loro vagine, le ragazze intiere, semplici e desiderose di conoscenza, che all’Università vengono per imparare, e in altri luoghi vanno per giocare, scegliendo loro con chi e dove dedicarsi ai giochi che prediligono. Quelle ragazze cui i modi di fare di quel prof -più che penici direi cazzoni e illeciti- han probabilmente peggiorato la vita. Dobbiamo difenderle, Tino, non credi?

  • Dino Giarrusso

    Post scriptum
    P.S. Rimane inteso che quanto da me scritto vale ove sia riconosciuto che quanto raccontano le studentesse sia vero. Nel caso si tratti di una "trappola", dovremmo tutti difendere il prof. Rossitto. Per questo credo che tanto l’ateneo quanto gli organi di giustizia competenti debbano occuparsi del caso. Con buona pace del pene di Rasputin, di quello di Berlusconi, Di Pietro, Marrazzo, Maradona e Gengis Khan.

  • Stefania Oliveri

    Basita!
    Certi commenti,su tutti quello di Vittorio che tira in ballo Zar-letterati-organi sessuali, secondo me sono aberranti. E poi ancora, "…sesso come affermazione di vita" (Ammiraglia) o "…tecnica individuale di seduzione sessuale…" etc. etc. Ma in sede d’esami? Con una studentessa? Mah!
    Se traslassimo in altro loco, cosa succederebbe? Siamo alle Poste. In fila c’è una donna provocante con una minigonna e una canotta scollata, o semplicemente c’è una donna. L’impiegato decide di farle saltare la fila e di farle pagare la raccomandata di mezzo chilo per un peso di mezzo etto, e lei accetta. O ancora, un impiegato non lavora perché fissa tutto il tempo le cosce di una sua collega seduta accanto. Se ne potrebbero fare a milioni di esempi analoghi. Se qualcuno – magari chi al 1°posto della fila o un collega – accusasse l’impiegato, lui addurrebbe a suo favore il fatto che "è stato un attimo di debolezza carnale"? o che è stata la tipa a provocarlo? o che si era "infatuato per dieci minuti" e che "la bilancia non funzionava"? o chissà che altro.

    Il caso è certo diverso, sotto tanti punti di vista (visibili e non); ma il PRINCIPIO è uguale: non si fanno certe cose, soprattutto a lavoro, perché si altera il sistema. Se nessuno se ne accorge è un conto; ma se la cosa diventa palese è un altro conto: bisogna intervenire. Forse l’unica differenza con l’impiegato è che già dal giorno dopo sarebbe stato sospeso per mesi.

    Concordo con l’Ammiraglia nel pensare che "L’essere di potere non va all’altro, ma riesce a far sì che sia l’altro a fare il primo passo. L’essere di potere non compra, non si vende e soprattutto non baratta. L’essere di potere ottiene in dono". Però questa frase più che altro mi fa venire in mente quando a Catania alcuni commercianti credono che "donare" a qualcuno del denaro sia necessario per ricevere protezione e favori.

    Tornando invece al nostro caso, dove i fatti verranno appurati, e a noi spetta solo di aspettare, se fosse vero ciò che si dice sul prof forse si potrebbe parlare di "abuso di ufficio" più che di potere.

    Insomma, non si sa ancora cosa sia successo veramente, ma il fatto che un prof vada in albergo con una studentessa comunque "non s’ha da fare".
    Forse nel nostro sistema – italiano – la percezione del livello di impunibilità, amministrativamente parlando, è troppo alta.

    ps: mi rendo conto che non mi piace dover interloquire con dei "mulini a vento", sarebbe meglio che tutti scrivessero col proprio nome.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Una boccata di aria fresca
    @ Stefania Oliveri
    Che il sesso sia un’affermazione di vita, sempre e in ogni luogo, è indubbio. Aberrante è sostenere il contrario. Nel migliore dei casi ad affermarla si è in due e consenzienti. Il peggiore dei casi prevede che un essere affermi la propria vita a danno della vita di un altro essere. E qui entriamo nello spazio della violenza. E di questo stiamo discutendo. Della necessità che gli organi compententi, e non solo, agiscano per proteggere chi ha subito una "violenza". "Che un prof vada in albergo comunque con una studentessa non s’ha da fare" mi sembra un’inutile generalizzazione. Se i due ne hanno entrambi voglia non vedo dove sia l’immoralità.
    Infine, non vedo come il verbo donare -dare ad altri spontaneamente e senza compenso- possa farLe venire in mente i commercianti vittime di estorsione.
    @l Professore Giarrusso
    Il suo commento ha avuto su di me l’effetto di una boccata di aria fresca.
    D’accordo quasi su tutto, tranne che per un punto. Io mi guarderei bene dal definire le ragazze semplici e desiderose di conoscenza. Ogni ragazza è una ragazza a sè. Io, ad esempio, sono desiderosa di conoscenza ma assai complicata.

  • tino vittorio

    Che bello il burqua, Dino!
    Caro Dino,um mio amico taoista mi ha detto di avere conosciuto un magistrato italiano, femministo e militante della Chiesa Apostolica Romana il quale sta scrivendo un trattato sulla configurazione di reato del Kamasutra. Per ogni posizione un tratto di corda, un processo e una condanna (solo al maschio, anche se la femmina fosse maggiorenne). Concordo con il mio amico taoista nel ritenere che la tecnica seduttiva del prof. discenda dagli ovili, dai porcili, dai canili e dai covi umani malati. Se vuoi difendere la sessualità femminile ed il corpo delle donne – mi dice il mio amico taoista che ama le donne come se stesso – forma un partito per fare varare un provvedimento di legge che legittimi la castrazione chimica o chirurgica dello stupratore. Quanto a mia figlia, abbiamo già concordato. Tu l’hai chiarito la faccenda con tua sorella? A Lunanova, coperta nel burqua squallido del suo nickname, chiarisco che io non difendo il prof. che trovo penoso, ma ritengo malato lo sguardo dei censori, aggiungendo che il Diritto (o la Norma) non dovrebbe entrare in faccende a-normali(tecniche amorose, strategie seduttive, posizione dei corpi, letteratura erotica, poesie e prose d’amore, etc.). Così come non è matemazzibile il pensiero di Heidegger che un mio amico matematico e marxista voleva mettere alla gogna delle sue antinaziste formule matematiche. Per finire: il prof potrà essere assolto, ma penso che non avrà la faccia di farsi vedere in luoghi diversi dagli antri animali. A meno che con la lunanuova deciderà di indossare il burqa. Ri-buona notte.

  • Dino Giarrusso

    Domande e sinonimi
    @Tino: tutto ok. Se la legge del magistrato burquaiolo passa, io non la rispetterò, e prenderò cordate. Per ora, per fortuna, quella legge non esiste. Ed io amo confrontarmi con la fantasia, ma -specie in fatto di codici penali e comportamentali in genere- anche con la realtà, l’attualità. Tu, che adori entrambe, non rispondi però ad una mia osservazione interrogativa, che esula dalla fisicità/sessualità/guardonità del malmostoso impasto: un prof che si fa dare qualcosa in cambio di un 30, è degno? O indegno? Per me chi è indegno non più insegni. Sarebbe un segno. O un sogno? Per te va bene dare trenta per tangenta? Orsù, replica da uno degli oblò del tao, ché mi preme la tua opinione, in merito. Ecco.

    @Marina Teo Ammiraglia (???): nel caso in ispecie per me la parola "semplici" era sinonimo (infelice, lo riconosco), di "normali". Cioè di cittadine giovani, con diritti e sogni e difetti. Mi pare che doversi piegare per un 30 violi i diritti di quelle semplici, complicatissime ragazze. E anche di TUTTI gli altri studenti, maschi femmine e cantanti.

  • lunanuova

    x la redazione
    Cara redazione, mi direte se si può accettare tra le regole di conversazione definire "squallido" il nick di qualcuno, che equivale a una identità e ad un nome. Se definissi squallida la persona che pretende di discutere così? Tra i commenti di STEP1 non ero abituata a questo stile.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Errare è umano, perdonare è divino
    I toni stanno diventando forti. Nessuno mi ha eletta moderatrice, ma sento di volere invitare tutti a tener presente, come ho già fatto in alcuni miei commenti precedenti, che stiamo parlando di un uomo che, sì ha sbagliato, ma che ad oggi, da quanto accertato, ha fatto del male prevalentemente a se stesso. Pietre contro il peccato, ma non contro il peccatore.

    @l Professore Rossitto
    L’intervista di Tony Zermo non è stata una felice idea. Ma un confronto diretto con gli studenti potrebbe aiutarLa ad uscire da questa situazione penosa. Se come Lei sostiene si tratta di qualche caso isolato si scusi pubblicamente con Dominique e con gli studenti, professore. Ci può riuscire! Forza! Errare è umano… e la verità paga sempre.

    P.S. Prego la redazione di Step1 di recapitare questo mio invito al Prof. Rossitto, se possibile. Grazie.

  • Monica1975


    Qualcuno sostiene la tesi che se i due sono consenzienti e sono maggiorenni possono fare ciò che vogliono, che sia sesso orale o altro non ha importanza.
    Sin qui sono d’accordo.
    Il discorso non va più bene quando i due in questione sono un professore e una studentessa che vanno insieme a letto (maggiorenni e consenzienti) per far sì che la ragazza abbia un 30 sul libretto senza aver studiato.
    Anche se fosse stata la ragazza a sedurlo, come sostiene il professore, ciò che non va è che lui ci sia stato non perché le piaceva la ragazza, ma perché le piaceva la ragazza e le voleva fare ottenere un 30 senza studiare.
    Quello che non va in tutta questa faccenda non sono le “voglie” dei due protagonisti, ma il regalo di un esame universitario.
    E’ semplicemente umiliante per una donna dotata di morale e di amor proprio, oltre che di intelligenza, vedere come certe ragazzine facciano sì che l’idea per cui una donna si può comprare per poco continui a rimanere ancorato nella mente di molti maschi.
    Ed è una cosa che fa imbestialire vedere come delle ragazzine (mi riferisco a coloro che, nel caso fosse vero, sono state al gioco del professore in questione) vadano avanti rispetto chi si ammazza sui libri studiando sino a tardi.

  • La Redazione

    Le regole di Step1
    Commentare per approfondire, discutere in maniera civile e senza insulti: queste sono le regole per scrivere su Step1. Invitiamo tutti a rispettarle.

    Grazie
    red.

  • tino vittorio

    Tentativo di seduzione stallatica
    Caro Dino, il mio amico taoista dice non esserci differenza tra un innamorato tradizionale, prenormativizzazione del Kamasutra,che promette di fare vedere le stelle alla sua innamorata accondiscendente e il prof che promette la materia. Da una parte le stelle, dall’altra, se vuoi,le stalle, caro Dino. A me piace vedere e fare vedere le stelle. Ad altri altro. Professore Giarrusso,Lei è d’accordo meco sulla castrazione chimica o chirurgica dello stupratore o del pedofilo? D’accordissimo con Monica75; meno sull’uso del nickname. Lunanova,sei sicura di avere capito quanto da me scritto? E come ti permetti di definirmi fan di Tony Zermo e difensore del prof? Intendi quello che leggi e scrivi o al coperto del nickname pensi di insultare impunemente chi non la pensa come te?

  • Dino Giarrusso

    sotto l’asbergo
    Non sono assolutamente, nemmeno lontanissimamente d’accordo con la castrazione di nessuno, quale che sia il reato di cui si sia macchiato. Sono per sanzioni di tipo amministrativo-economico-riabilitativo più che per tagli e taglioni. Anche le taglie, non le amo. Amo invece ragonare sulla lunghezza d’onda dei codici esistenti, e non su immaginari rigurgiti di medioevo.
    Ribadisco infine: un prof che chiede qualcosa in cambio di un voto non va né per stelle, né per stalle: va via dalle sfere (immaginate voi la rima originaria, timorosa di censura). Continuo a ritenere secondario quale sia il guiderdone, spillato per di più "sotto l’asbergo del sentirsi puro", cioè nella protetta chiusura di un’aula universitaria. Castrazione no, sanzione sì. Del resto, prof VIttorio, si dichiara d’accordo con Monica, la quale scrive "Quello che non va in tutta questa faccenda non sono le "voglie" dei due protagonisti, ma il regalo di un esame universitario". Io avevo precedentemente scritto, sinonimico quasi "Mi pare che doversi piegare per un 30 violi i diritti di quelle semplici, complicatissime ragazze. E anche di TUTTI gli altri studenti, maschi femmine e cantanti". E’ proprio questo il punto che non va. Ed è un punto che trascende l’eros per arrivare non certo a tanathos, ma al massimo a "squallido". Uso questa parola sperando che Nick non si offenda e che la redazione mi conceda di vedere la prossima luna nuova senza essere cacciato. Ecco.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Castrazione senza…
    Se un docente, sulla base di un suo personalissimo pregiudizio, decidesse di regalarmi un 30 e di non farmi sostenere l’esame a patto però di andare insieme a vedere una “stalla” direi:- No grazie, l’odore di stallatico proprio non lo reggo. Arrivederci e tante “buone cose” (eufemismo).
    Se un docente, invece, sulla base di un suo personalissimo pre-giudizio, decidesse di regalarmi un 30 e di non farmi sostenere l’esame direi:- tante grazie per la stima, arrivederci e tante buone cose.
    Se poi io decidessi di “far vedere le stelle” al perspicace, pronto e sexy professore, beh, sarebbe fatto mio e del fortunatissimo. Ciò nulla toglierebbe e nulla aggiungerebbe “a chi si ammazza sui libri studiando fino a tardi”.
    Lei, professore Giarrusso, usa il termine “piegare”, mentre Lei, professore Vittorio, usa il termine “accondiscendente”. Sarà in queste due parole la chiave di lettura di tutta la vicenda?
    Non siamo bambine. E non siamo sprovvedute.

    P.S. Castrazione chirurgica dello strupratore e del pedofilo. E, in alcuni casi, senza anestesia.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Ri- P.S.
    Ri-P.S. Al fine di evitare che qualcuno possa accusarmi di incoerenza chiarisco che con la frase "pietre contro il peccato, ma non contro il peccatore", mi riferivo esclusivamente al caso del prof. Rossitto.
    Ah, professore Giarrusso, mi chiarirebbe i (???) che seguono al mio nome? (Il tono della richiesta è assolutamente simpatico.)

  • Giorgione

    lasciate perdere
    Quoto:
    "P.S. Castrazione chirurgica dello strupratore e del pedofilo. E, in alcuni casi, senza anestesia."

    Ma cos’è? E a che serve? Lasciando stare Beccaria, a me pare che, in fondo all’anima, qualcuno non riesca a rinunciare al fascino discreto del naziskinpensiero. Perché? Vi eccita?
    Un consiglio: lasciate perdere. Una cosa sono i film di Tarantino (magnifici!), altra cosa le sparate alla Giuliano Ferrara (che è meno sexy di Abel Ferrara). Non confondiamo il cinema con la barbarie delle torture di Stato perché sappiamo come può andare a finire.
    Ma in fondo non mi interessa: ognuno, soprattutto a una certa età, sia libero di coltivare l’immaginario che si merita.

  • Carlo Ceraldi

    “piegare” e “accondiscendere”
    Sia che si tratti di concussione (“piegare”) sia che si tratti di corruzione (“accondiscendere”), nella vicenda si profila comunque un reato di rilevanza penale che molto incide sull’esito di quella gara ad ostacoli che è il raggiungimento della laurea (a ‘sto punto con la elle minuscola); poiché, se i giudici di gara, anziché verificare se i concorrenti saltino gli ostacoli correttamente, alzino o abbassino l’altezza degli ostacoli “a proprio piacimento” la gara risulterebbe inficiata.

  • Stefania Oliveri

    all’ammiraglia e non solo
    - L’aberrante si riferiva tanto ai discorsi molto "filosofici" e poco "pragmatici" (ci sono delle regole giuridche e deontologiche che vanno rispettate, la filosofia lasciamola a casa!) di Vittorio, quanto al contesto in cui "il sesso" diventerebbe "un’affermazione di vita". In sede d’esami?

    Pienamente d’accordo con Carlo Ceraldi.

    - "Il verbo donare…" non mi fa venire in mente solo i commercianti…

    - "Che un prof vada in albergo con una studentessa non s’ha da fare" non è inutile, ma dovrebbe essere essenziale nella nostra Società.

    Sempre pienamente d’accordo con Carlo Ceraldi.

    ps: perché parlare dietro un nick?

  • Dino Giarrusso

    Concludendo
    Sono d’accordo con Ceraldi anche io, ma mi pare anche ridondante scriverlo, poiché sostengo quelle cose da diversi post. Mi sono permesso -giacché qui si può- anche di discutere su piani differenti con una mente raffinata come quella di Tino Vittorio. Però continuo a pensare che il problema sia quello: un prof deve giudicare secondo coscienza, non secondo favori. L’ho scritto già nel mio primo post. A questo proposito, Marina, devo dirti che a mio parere sbagli su una cosa. Tu scrivi "Se un docente, invece, sulla base di un suo personalissimo pre-giudizio, decidesse di regalarmi un 30 e di non farmi sostenere l’esame direi:- tante grazie per la stima, arrivederci e tante buone cose". E sbaglieresti, fattelo dire. Tu devi PRETENDERE dall’istituzione alla quale dedichi parte del tuo tempo e del tuo denaro, che ti TRASMETTA cultura ed educazione, e che sia seria e non turbata da pregiudizi. Se il tuo ragionamento fosse valido, e lo facessero tutti i docenti che devono insegnarti ed esaminarti, tu potresti venire fuori da questi 5 anni senza avere imparato nulla, ma con un (vuoto) pezzo di carta in mano. Credo invece che ciascuno studente debba pretendere dal docente di essere seguito, edotto e giudicato secondo buon senso, preparazione, correttezza ed obiettività. Giacché non siamo dei gas perfetti, ma delle persone, l’ideale non sarà mai raggiungibile, ma fra l’ideale e il dirupo c’è una bella strada. Accorciarla, è un bene. Per l’istituzione e -soprattutto- per gli studenti.

    Infine:

    -Il nodo originario rimane: se si è venuto meno ai propri doveri di docente non importa il perché, importa l’errore (che forse qui è anche reato). Mi auguro che chi di dovere giudichi quello.

    -Ho usato il termine "piegare" proprio per indicare altri eventuali ricatti possibili da parte di qualunque docente. Non era affatto un doppiosenso. Uno studente, per me, non deve "piegarsi" in nessun modo per un esame, ma studiare. Ed ha il diritto d’essere giudicato per come ha studiato. Punto.

    -I tre punti interrogativi indicavano il dubbio che quello fosse un nickname e non un nome vero. Perdonami Marina.

    -Gravissimi, secondo me, gli accenni alla castrazione. Uno stato che soltanto immagina di ricorrere alla castrazione, è uno stato che torna indietro di due secoli, e si rifugia nella concezione medievale del diritto e delle sanzioni alla legge. Piuttosto che castrare, amerei invece che lo stato sanzionasse chi commette reati e infrazioni. Ciò che lo stato italiano di rado fa, specie se il reo è un potente.

  • tino vittorio

    quanto può un pelo di femmina…
    Stefania, sai che esiste una disciplina ACCADEMICA COME fILOSOFIA DEL DIRITTO? Sai che le norme giuridiche discendono dalla "filosofia"? Il professore Giarrusso, non è un medievista e non è un contemporaneista, ma è un antimedievalista. Bravo! Conosce però Polanski e la violenza omosessuale di Pasolini. Quanto l’uno, tanto l’altro di grande perizia professionale, da grandi insegnanti. Caro professore Giarrusso,ho un sospetto che Ella sia speculare al prof.: tutt’e due dinnanzi allo specchio sessuopatico,il prof. peccatore infoiato, Torquemada ghignante alla corda, l’uno ammiccante verso l’altro e non capisci chi è l’uno e chi è l’altro. Complici nel togliere allegria alla faccende sessuali. Ti consiglierei di leggere un autore che per te sarà uno scoperta: Boccaccio. E ti verrà da ridere, riderai di te, finirai di digrignare i denti e ti scioglierai in un sorriso, smettendo di pompare aria mefitica inquisitoriale.P.S. In alcuni paesi più civili del nostro la castrazione chimica è praticata; in alcuni casi è richiesta medievalmente dallo stupratore.

  • Marina Teo Ammiraglia

    Concludendo
    Ho grande rispetto per i ruoli.
    E usando la parola PRE-GIUZDIZIO -PRE-VALUTAZIONE- ho sottolineato il mio grande rispetto per il ruolo di docente.

    -Per quanto riguarda la castrazione degli stupratori e dei pedofili, rimango della mia opinione.

    Con rispetto, per Lei e per tutte le vite coinvolte in questa triste vicenda, mi congedo. Ritenendo, per quanto mi riguarda, a seguito delle dimissioni del prof Rossitto, doveroso il silenzio.

    Cordiali saluti, a tutti.

  • Stefania Oliveri

    Filosofia!
    Devo essere sincera, io mi sono fermata alla Filosofia e basta. Ma se con la filosofia del diritto si insegna ad interpretare e a giustificare i fatti come si legge in alcuni commenti, ebbene io – a mio modestissimo parere – sono felicissima di non averla studiata.

  • gzappa

    C.V.D.
    Come dice il caro L.G. dopo il video delle Iene poche palle!!!!
    non mi pare ci sia nulla su cui discutere o filosofare, era semplicemente una pratica di questo barone universitario, maiale si diceva sui titoli di coda del servizio, come ce ne sono tanti che “poverino” è stato scoperto.

    Pregerei il caro Tony Zermo di fare una bella intervista anche alla ragazza giusto per par condicio.

    1,100,1000 Dominique!!!!!

  • kaos

    Risarcimento danni
    Adesso l’UNICT dovrebbe chiedere un maxi risarcimento danni al professore a tutela della propria reputazione offesa da questi comportamenti.
    Al tempo stesso mi auguro che non scatti la caccia alle streghe alla ricerca dei 30/30 elargiti negli esami di quella materia.

  • Monica1975

    per Ammiraglia
    Cos’è che dovremmo fare dopo le dimissioni del prof. sporcaccione? Silenzio??? Ma dico siamo impazziti??? Non mi sembra che sia morto un operaio mentre svolgeva il suo lavoro cadendo da un’impalcatura o dei bambini schiacciati dalla scuola che frequentavano!!!
    Ora più che mai il silenzio va rotto!!!
    Più se ne parla, più si denunciano queste cose e più ci guadagnamo in dignità!!!
    Qualcuno parla dell’immagine della città che viene danneggiata. Questa persona non ha capito niente perché l’immagine della città e dell’ateneo viene macchiata nel momento in cui si sta in silenzio!
    Come ha detto qualcuno…1, 100, 1000, infinite Dominique!!!

  • Dino Giarrusso

    La frase di una ragazza nel video
    "E’ pagato per insegnare, non per torturare a noi". Questa frase di una studentessa vale forse più di tutti i commenti.

  • Marina Teo Ammiraglia

    @ Monica: – adoro la matematica
    Parlane! E’ un tuo diritto.
    Io ho già scritto. E far di conto non m’interessa.

  • Plasmon

    La verità…
    La Verità é che…

    1) alcuni professori sono un pò insoddisfatti e maniaci… (che stiano a casa!)

    2) certe studentesse sono sfrontate nel modo di vestirsi o di porsi… (che stiano a casa anche loro!)

    Chi va nella vita più avanti: chi apre le cosce o chi la dà(scusate la volgarità, ma ci vuole)o chi si spacca il sedere dalla mattina alla sera per portare a casa i soldi o diciamo così determinati obiettivi per andare avanti?

    La verità sta nel mezzo…

    Plasmon