Il professore va al motel

Il 3 novembre alle Iene il servizio che ha fatto scoppiare il caso Rossitto, mentre continuano le indagini della Procura di Catania. E poche ore prima della messa in onda, il docente si è dimesso dall’università
- Scienze Politiche, dalla parte di Dominique
- Leggi l’editoriale: “Professore, si dimetta”

E venne il giorno in cui l’attesissimo servizio venne mandato in onda. Dopo una settimana febbrile, nel corso della quale è esploso il “caso Rossitto”, durante la puntata de Le Iene del 3 novembre è stato trasmesso il video che mette in difficoltà Elio Rossitto, il professore accusato di aver chiesto prestazioni sessuali in cambio di buoni voti agli esami.
Le riprese sono state effettuate con una telecamera nascosta, e così la versione di Dominique (la ragazza che ha contattato il programma di Italia1 per “denunciare” la grave situazione) viene confermata dalle immagini.
La storia – che per l’intera settimana è stata solo ipotizzata – parte dall’interessamento del prof. Rossitto nei confronti della studentessa. Questa, allarmata dalle “voci” insistenti riguardanti il docente, contatta Le Iene e si reca all’appuntamento armata di telecamera e telefono-registratore.

Il giro in macchina, gli strani discorsi da «angelo tentatore», l’offerta di un caffè al bar e infine la sosta in un motel a due stelle. Tutto coincide con quanto raccontato finora.

Una volta entrati in camera, il professore lascia a Dominique carta bianca sul voto da scrivere nel registro per poi palesare in maniera definitiva le sue intenzioni. Al rifiuto conclusivo – dopo varie offerte – della ragazza di «fare quello che si sentiva», l’uomo esce dall’albergo imbattendosi nell’inviato del programma. Elio Rossitto ha cercato di negare davanti le telecamere quanto appena accaduto, per poi ricevere un epiteto poco elegante (chissà, appropriato?) dalla giovane studentessa.

Ieri il caso Rossitto sarebbe dovuto essere oggetto di discussione durante il Senato Accademico. Ma è stata una lettera di dimissioni con richiesta di decorrenza immediata, giunta la mattina stessa da parte del professore, a modificare l’ordine del giorno dell’assemblea. Con l’intento «di non coinvolgere la istituzione universitaria in una vicenda lesiva dell’immagine dell’istituzione» il professore Rossitto motiva la propria decisione e libera così l’Università dal compito di approvare o meno la deliberazione sulla sospensione cautelativa dal suo incarico di insegnante.

Docente di Economia della facoltà di Scienze Politiche di Catania, Elio Rossitto è indagato per tentata concussione e tentativo di reati sessuali a seguito della denuncia di una studentessa. Ad essere sentiti dalla Procura sono stati per ora Dominique D. e lo stesso professore.

«Il prospetto iniziale dei fatti non ha subito modifiche nella sostanza ma sono solo state fatte delle precisazioni», ha detto il Procuratore Capo Vincenzo D’Agata. «Sono in corso gli altri atti investigativi che potranno dare maggiore riscontro sul contesto abituale nel quale questo specifico fatto si inserisce», aggiunge. Pare infatti che, scoppiato il caso, siano in molte le ragazze a farsi coraggio per raccontare la propria esperienza.

A parlare, dunque, non è solo Dominique. Ma «le altre accuse mosse negli ultimi giorni sono state solo oggetto di interesse per la stampa», commenta l’avvocato Angelo Pennisi, legale di Rossitto. «Il professore non è stato chiamato a rispondere per altre testimonianze, se non per quella per cui è stata avviata l’indagine della Procura. Ritengo che le altre non siano rilevanti ai fini di un procedimento penale».

  • dm

    molto peggio
    questo video è molto peggio di ciò che avevo capito della situazione leggendo i giornali. povero angelo tentatore è caduto nella trappola….ma ce ne vuole di coraggio.
    alla fine del servizio ero bloccata, esterrefatta, disgustata.

    domanda: mi sembra di aver visto una fede al dito anulare della mano sinistra di Rossitto, è sposato quindi? che ne pensa la moglie di tutto questo? ha anche delle figlie/i? qual è il loro stato d’animo? sapevano di avere un padre/marito che fa di queste proposte alle studentesse?

    io sono abbastanza schifata…

  • dm

    brava
    dimenticavo di dire:
    BRAVA DOMINIQUE!!! fiera di te per il servizio e per avergli detto in faccia quello che pensiamo un po’ tutti…

  • valentina

    orgogliosa per il tuo comportamento
    siamo tutte Dominique

  • MirkoC

    Tanti saluti…
    Tanti saluti allo pseudo-giornalista Tony Zermo che ha, come tante altre volte, lasciato la dignità da un’altra parte e ha scritto la scorsa settimana l’articolo in difesa del prof. Rossitto… Ma da chi screditò i pentiti coinvolti nel processo per l’omicidio di Giuseppe Fava, non mi potevo aspettare altro.

    Grande Dominique per il coraggio avuto nel denunciare i fatti, e dimostrato in faccia al professore…

  • Valerio

    Quello che il professor Rossitto e Tony Zermo non hanno capito*
    Vorrei aggiungere poche altre parole all’elogio della ribellione di Dominique.
    Se il professor Rossitto pensava di compiere un remake casereccio del Faust (la contrapposizione Bene-Male) s’è scordato che "Faust" in tedesco, oltre che fausto (favorevole) significa “il pugno”.
    E direi che un bel pugno nello stomaco da parte di Dominique se l’è preso.
    Ma non c’era nessun titanismo nella rappresentazione inscenata da questo anziano prof: l’aspirazione all’eterna giovinezza, l’avidità di possedere ogni cosa. E neppure un lampo di verità nel teatro della vita.
    Perché, alla fine, lui non ha ancora capito un tubo.

    Nella compiacente intervista con Tony Zermo, tra le tante inevitabili bugie, alla domanda «All’uscita dalla stanza d’albergo cosa è accaduto?» risponde: «Mi sono trovato davanti la troupe delle Iene con un tizio che aggressivamente mi ha messo il microfono davanti alla bocca. Ho detto che non ci tenevo a questo tipo di cose alla Marrazzo».
    No, fateci caso, ha detto: «Non è certo un episodio alla Marrazzo». Sbigottito ma ancora sicuro di sé. Non è successo nulla di irreparabile, ci ha sempre un Tony Zermo a disposizione lui!
    E così, pur soffrendo, il prof non ha imparato nulla.
    Rossitto-Faust il patto voleva firmarlo sul libretto e sul registro, il registro se l’era portato per davvero e la firma rientra nella logica. Si può immaginare l’eccitazione durante la strada: "In breve tempo questa Dominique-Margherita sarà mia, nello spirito e della carne".
    Il suo approccio alla donna è errato, egoico: per possederla, usarla e gettarla via gli è sufficiente un qualsiasi atto, anche minimo. Fuori dalle convenzioni, nuovo Faust, il professor Rossitto sa rinunciare. Quel voto sul libretto e quella firma sul registro s’ha da mettere se il patto non c’è.
    «E a quel punto cos’è accaduto?» gli chiede Zermo.
    «E’ accaduto che la ragazza – gli risponde il nostro – che prima si era comportata normalmente, entrata nella stanza ha cominciato a fare discorsi strampalati, cosa ho in cambio, cosa non ho in cambio… cose del genere, la discussione si è protratta per qualche minuto. Un discorso che non stava in piedi, perché non c’è stata nemmeno l’ipotesi dello scambio, anche perché in questo periodo non ci sono esami. Solo allora ho capito che c’era qualcosa che non funzionava…».

    No – scusatemi se insisto – non poteva capire, non ha capito. E nemmeno Tony Zermo così malizioso nell’insinuare il dubbio consueto: che Dominique non fosse: «una ingenua ventenne "nelle grinfie" del professore».
    Non lo era infatti. Dominique è una di noi. Questo non lo potete capire.

    http://giornale.lasicilia.it/giornale/2810/CT2810/IFATTI/MO10/navipdf.html

    *Il commento è stato in parte modificato per un riferimento al nome di un hotel che nulla ha a che fare con la questione. Ci scusiamo con i lettori e i diretti interessati (step1)

  • Claudia Campese

    La piccola grande Donna
    Non so se quella frase finale, molto ad effetto, Dominique se la fosse preparata prima o meno. Chissà, magari mentre attendeva “l’azione” avrà pensato tante volte a cosa dire, come riassumere il suo stato d’animo in poche parole, quelle giuste.
    O forse no, le sono solo uscite dal cuore, di pancia.
    Sarei curiosa di chiederglielo.

    Ad ogni modo, erano efficaci. E sono state le uniche a sciogliere un po’ il nodo che ti porti fino alla fine del servizio.

  • Roberto

    Coraggio
    «Perché credo che siamo noi a sostenere situazioni vergognose, i cambiamenti sono possibili, basta solo non stare a questi giochi. Voglio il casino.»

    Caspita, che coraggio. Quanto spero che ci siano tante altre persone come lei… Passa da decisioni come quella di Dominique il nostro futuro. Brava, di cuore.

    Uno studente, indignato.

  • Giulio S.

    Catania e le Iene
    Ieri sera non hanno detto che il prof. Rossitto non insegna più all’università di Catania. Poco male. Si sa. Ma immaginatevi se…
    Se non ci fosse stata la ribellione degli studenti all’assemblea di scienze politiche contro l’intervista compagnona di Zermo, la lettera delle redattrici di step1, la pronta risposta (ammettiamolo) del rettore, l’eco tutto ciò da parte di altri giornalisti che hanno obbligato il giornale locale ad abbandonare la posizione "dubbiosa" sulla moralità di chi denunciava.
    Senza tutto questo ieri sera Catania avrebbe guardato il servizio delle Iene dovendosi ancora una volta vergognare. Per fortuna Dominique e le sue colleghe di corso non sono state lasciate sole, una volta tanto Catania da questa storia ne esce bene.

  • studenteunict

    Il caso Rossitto , la punta dell’iceberg
    …premesso che la vicenda Rossitto è l’ennesima questione che pone l’università di Catania alla mercè di un festival della maldicenza che periodicamente si apre nell’opinione pubblica italiana verso la nostra città. Il caso ha gettato onta sull’ateneo di Catania generando gli stessi effetti della pioggia che cade sul bagnato. Infatti l’università di Catania , come del resto la città stessa , gode di una campagna pubblicitaria che si perpetua nel suo tentativo di screditare la città ed i suoi abitanti , dalle classifiche di vivibilià dei quotidiani nazionali ,alle notizie di cronaca che diventano tali solo se utilizzare al solo scopo speculativo di svalutare la solita città del malato sud. Spesso ce lo meritiamo , perchè individui come il sig. Rossitto non sono altro che prodotti del sistema , inteso come sistema civile e nella fattispecie quello universitario. Quest’ultimo infatti è uno dei settori più malati a Catania ed in tutta italia. Un sistema basato sul clientelismo politico che si è radicato a tal punto da diventare tacitamente istituzionale. I baroni universitari sono tali perchè gli si consente di esserlo , attraverso privilegi smisurati , nomine pilotate , concorsi truccati e chi più ne ha più ne metta. Rossitto è solo uno dei tanti che abusa della sua posizione giocando sulle vite di giovani che mettono anima e corpo in qualcosa verso cui credono e che coinvolge gli sforzi delle loro famiglie che dietro le quinte lottano giorno per giorno. Se in cambio non si chiede una prestazione sessuale , è un voto politico , oppure un voto pro o contro in sede di consiglio di facoltà e tanto altro ancora. Cambino le regole ed arrivi questa tanto pubblicizzata meritocrazia . Io direi al ministro Gelmini : lascia stare la scuola e concentrati sull’università che è il vero ricettacolo di inefficienza e corruzione.

  • Giuseppe Alessi

    se ci mettiamo a fare di tutta l’erba un fascio è finita
    @all’anonimo studenteunict
    Ci sono molte cose da cambiare nell’università e i cambiamenti annunciati dalla Gelmini ci portano nella direzione sbagliata: lo strapotere politico dentro l’università, come le ASL e la monarchia assoluta dei rettori. Leggiti il testo del disegno di legge, non le belle parole di contorno. Poi mi dirai se sto sbagliando. Vedi in mano a chi vorrebbero mettere i consigli d’amministrazione degli atenei. Insomma cerchiamo di capire cosa si cela dietro le affermazioni di questa gran "moralizzatrice" e di questa falsa sostenitrice della "meritocrazia", a danno dei ricercatori precari e del rinnovamento dell’università. A parte il fatto – scusa! – che c’è un bel po’ di differenza tra i metodi didattici del prof. Rossitto, tra il do ut des che purtroppo abbiamo visto nei video, e "un voto pro o contro in sede di consiglio di facoltà". Non facciamo di tutta l’erba un fascio. Sarai pure in buona fede, ma il tuo accusare i baroni a partire dal caso Rossitto è pessima demagogia.

  • lunanuova

    la mia ipotesi
    ma no! ma che avete capito! sapete…forse stava facendo un’inchiesta sul campo per scrivere un libro sui comportamenti "economici" delle studentesse.

  • r.r.

    per favore, basta!
    ma basta! basta con questa storia delle “campagne” per screditare la nostra città. Non se ne può più di sentire questa cosa abberrante.

    Quando a Catania si iniziava a parlare di Mafia c’era chi della città parlava di una campagna della stampa del nord per screditare “la milano del sud”.

    Quando report ha mostrato alcune delle situazioni incresciose che questa città vive, paginoni pieni in difesa dell’onore di questa città contro le campagne diffamatorie.

    Quando è uscito il caso Rossitto, subito la difesa d’ufficio contro il complotto per screditare un professore che abbiamo visto tutti, poi, con le immagini che tipo era.

    Allora, una volta per tutte, quando a Catania (o in qualsiasi altro posto del mondo) accade ciò che accade e un mezzo di comunicazione racconta ciò che accade vogliamo finirla di dire che è una macchinazione e vogliamo prendere atto di quello che succede?

    Non vuol dire che uno deve credere a tutto quello che ci viene raccontato, vuol dire avere senso critico, ragionare, valutare, confrontare, ma non mettersi subito sulla difensiva dicendo che è una macchinazioneper screditare la città di Catania.

    E quello che viene raccontato, se vero, mica vuol “screditare” una intera città. Vuole raccontare quella cosa, quel fatto, quella situazione, quel modus operandi, quei meccanisimi. Affermare che il professor X chiede del sesso (o del sesso orale) alla studentessa Y non vuol dire screditare la città di Catania o l’ateneo di Catania (che non se la passa bene, comunque). Vuol dire solo che X ha chiesto ad Y. Poi ognuno può ragionarci sopra, ma non questi piagnistei vecchi e stantii.

  • un catanese

    Un motivo d’orgoglio
    Dite che queste cose screditano Catania? Ma perché? Dominique è catanese, io sono fiero di lei.

  • Pino

    chi manda chi?
    non sono qui a difendere il Prof. Rossitto, non sono certo l’avvocato del diavolo. ma vogliamo piuttosto chiederci chi/cosa ha spinto la ragazza a tendere questo tranello con Le Iene, piuttosto che rivolgersi all’autorità giudiziaria?
    se poi parlate della riforma Gelmini, noterete che è una riforma dai bellissimi propositi (almeno per come ne parlano sui giornali) ma che peggiora notevolmente la situazione clientelare delle università. andatevi a leggere il testo cortesemente, e noterete come verranno reclutati i nuovi docenti (idoneità nazionale a pioggia a tutti con criteri veramente scandalosi, chiamate piuttosto arbitrarie da parte degli atenei )

  • Monica1975

    non sono tutti uguali
    Rispondo a studenteunict dicendogli che non sono tutti come Rossitto, e non solo all’interno della facoltà di Scienze Politiche, ma anche in altre facoltà.
    Io sono una studentessa iscritta alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere e non ho mai ricevuto alcuna richiesta sessuale né alcun piedino (o anche solo il tentativo di piedino) da parte di alcun professore. E non ho mai sentito alcuna mia collega lamentarsi perché un professore le aveva fatto proposte indecenti di alcun tipo.
    Fortunatamente la maggior parte dei professori sono migliori, delle persone che mettono anima e corpo nell’insegnamento, che cercano in tutti i modi di trasmettere qualcosa agli studenti, cercando di coinvolgerli, di farli ragionare con le loro teste.

  • Dino Giarrusso

    Chi merita abbia plausi, chi ha sbagliato paghi
    Ribadisco ciò che dice Monica -e non solo lei- riguardo il rischio di macchiare anche persone per bene che si fanno in 4 per l’Università di Catania. Sono orgoglioso di insegnare presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, dove ho conosciuto colleghi dai quali ho solo da imparare, che lavorano con competenza ed entusiasmo, e che hanno dato vita -fra l’altro- ad un invidiato esempio di informazione democratica e partecipata quale Step1/Radio Zammù. Conosco docenti altrettanto bravi e corretti che insegnano in diverse facoltà catanesi (Lettere, Ingegneria, Scienze Politiche, Chimica, etc.) nonostante tagli e carenze.

    Mi associo anche ai ringraziamenti per Dominique, che ha dimostrato un coraggio ed una freddezza che le invidio sinceramente. Io, che sono ben più grande di lei, non avrei saputo gestire così bene la situazione.

    Vedendo il video de "Le Iene", con una ragazza che racconta d’essere stata mandata sette volte, non vi nego che ho avuto un moto di rabbiosa stizza, e di pensieri quasi violenti. E’ una vergogna assoluta, quel che è successo, e tutti dobbiamo richiedere a gran voce che chi ha infangato il nome dell’Ateneo paghi per il suo grave, gravissimo sopruso.

    Dino Giarrusso

  • Ciccio

    Vorrei tanto sapere chi, invece, con Rossitto c’è andata
    Che Rossitto rappresenti il peggio del peggio, è un dato certo. La gogna che sta subendo se la merita tutta. Mi piacerebbe, però, che la stessa gogna la subissero anche quelle tr… che col caro professore ci sono andate, che magari hanno un bel 30 e lode sul libretto, ma la cui dignità resterà marchiata per tutta la vita. Piena solidarietà a chi come Dominique ha avuto le palle di ribellarsi…

  • cetti

    una premonizione
    una sfida alla redazione di Step: cercate il n° 7 anno II del giornale " Citta Insieme" . (1994) e troverete una piccola chicca.
    In questo momento potrei godermi la soddisfazione di aver visto lungo, ma invece mi sento bastonata e sconfitta.
    Vorrei fare attraverso voi un appello ai miei colleghi che vi leggono.
    Chi, e so che siamo la maggioranza, non ha dimenticato le regole dell’etica professionale, chi conosce la difficoltà del gestire il potere , occorre che si ri/assuma il compito, sempre più gravoso nel contesto politico in cui ci troviamo ad operare, di trasmetterlo agli altri con l’esempio,, ma sopratutto con le parole. Ci siamo dimenticati delle parole. Questi nostri giovani studenti e studentesse non sanno cosa significa che il loro esame deve essere pubblico e quanti dei giovani che arrivano alla professione docente ne conoscono ruolo e responsabilità.
    Non è più sufficiente dirsi " sto nelle regole"<, ho fatto il mio dovere, credo che occorra un atto in più. Come sempre del resto.
    La triennalizzazione dei diplomi di laurea ha ridotto in pillole il tempo che ciascuno di noi dedica agli studenti, si contano le pagine per costruire i moduli di insegnamento e sfuggono i volti.
    L’apertura alla partecipazione alla vita universitaria delle associazioni studentesche, i tanti sportelli di informazioni, i tanti comitati costruiti per attivare la partecipazione e mettere in moto forme di tutela per coloro che fanno parte della comunità, quindi anche i nostri iscritti,sembrano sortire l’effetto contrario. più aumentano i luoghi ai quali rivolgersi per chiedere informazioni ed anche aiuto e più ci si confonde.
    La moltiplicazione e la diversificazione dei corsi di laurea ha fatto sì che anche noi ci siamo smarriti, che i volti dei colleghi che incontriamo nelle nostre Facoltà spesso non si associano al nome.
    Se la batosta serve per guardare, con sofferenza, il grigio dove pensavamo che ci fosse un azzurrino, e sopratutto per riprendere circuiti di fiducia vera con le nostre studentesse e con i nostri studenti, fosse anche per scrivere " l’esame non si può svolgere a porte chiuse" e prima dei media ci siamo noi, i vostri professori, allora anche questa cosa più schifosa di quanto mai avessi immaginato sarebbe servita.

  • R. G.

    dopo aver visto il video a “Le Iene”
    penso che:
    1. Dominique ha avuto coraggio e non bisogna lasciarla sola;
    2. Che non bisogna lasciar sole e sostenere le ragazze che hanno subito le avance del professore E. R. e che trovino il coraggio di denunciare sulla scia di Dominique;
    3. Che è deontologicamente sbagliato che il giornale locale
    a) dia spazio solo ad una versione dei fatti, peraltro pessimamente orchestrata per dar difesa dell’accusato, poi ampiamente smentita dal video;
    b) che ad intervistare il professore sia stato un "amico di vecchia data" e che insinui deliberatamente e senza controprove la ragazza di aver raggirato il professore stesso, dando ancora una volta dimostrazione – tra l’altro è lo stesso che dichiarò che la mafia a Catania non esiste e che l’omicidio Fava fu un delitto passionale – di come non si fa giornalismo;
    4. Che il professore avrebbe dovuto dimettersi molto tempo prima, invece di dimettersi poco prima della messa in onda del video e che non l’abbia fatto prima, invece di mettere in atto la messinscena dissacrante dell’articolo innocentista;
    5. Che è offensivo per gli studenti, quanto per i docenti, quelli validi sia in senso accademico che morale, intitolare un articolo sulla vicenda "Laurearsi a Catania", così come ha fatto un autorevole giornale quale "Il Fatto Quotidiano";
    6. Che la redazione di Step1, webzine curata da studenti universitari, abbia da insegnare molto di più dei più navigati colleghi giornalisti;
    7. Che, se è vero quello che racconta Piero Ricca nel suo blog, è assurdo e quantomeno stupido che Dominique sia stata invitata dalla produzione de "Le Iene" a Milano, solo per una stupida gag invece di darle spazio <

    >;
    8. Che, fermo restando l’appoggio a Dominique, non debba passare il messaggio che per farsi giustizia si può ricorrere solo a "Striscia" o a "Le Iene".

    Prendo poi spunto da questa vicenda per esprimere un mio pensiero:
    dopo l’assurda vicenda che ha colpito il Centro Experia e il quartiere Antico Corso, ancora una notizia infanga la mia città e lo sdegno aumenta.
    Da cittadino catanese, nato e cresciuto in una splendida città, orgoglioso delle sue origini, sono stanco di vedere sempre sbattuta Catania in prima pagina per primati negativi (altra bella notizia: ultima città italiana come ecosistema urbano sostenibile nella classifica di Legambiente), cronaca nera e giudiziaria…

    CATANIA, RIALZATI! CATANIA, RIBELLATI! CATANIA, RESISTI!

  • Gi.Ale

    anomia e anonimato
    Il contributo precedente coglie il nocciolo di questa brutta storia. Non c’è stato un problema di omertà, quanto di anomia. Dov’è forte e si alimenta la coesione tra gli studenti è più facile individuare, isolare, scoraggiare, respingere tutti i comportamenti che offendono la dignità delle persone. L’anomia, come assenza o inosservanza di norme, va di pari passo con l’anonimato degli studenti ridotti a numero di matricola, con un’università che ha cessato di essere comunità.

  • EddieRosso

    Coraggio Dominique, ma i colleghi codardi?
    Indiscutibile il coraggio della ragazza che nasce da uno scatto d’orgoglio, sentimento ormai sopito in molti italiani.

    Ma i colleghi del docente come devono sentirsi ora? Chi risponde “No, no io al professore non ho parlato, è cmq un pezzo grosso…” come si sente a lasciar andare in prima linea una ragazza (indifesa) di vent’anni? Come si guarda allo specchio il collega di Rossitto pensando che poteva essere sua figlia quella ragazza e, fosse stato per lui, avrebbe continuato a subire?

    Questo episodio mi dà un’iniezione di fiducia in questa nuova generazione (che poi è la mia). Una nuova generazione che racconta senza timore (Step1) in risposta alla vecchia generazione asservita (il giornale locale); una generazione che non compiace il delinquente, che non si assoggetta al sistema corrotto (la ragazza) in risposta alla vecchia generazione di colleghi omertosi (il professore che dice “è un pezzo grosso”).

    Non ho bisogno di prove per sapere che i professori non sono tutti così, so bene che Catania non è solo “cose brutte”. Ma non dovete avere timore di raccontarle, non dovete vergognarvi (come leggevo sopra). Dovete denunciare (come in questo caso). Reagire. E’ come quando si è ammalati. Vergognarsene non aiuta a guarire. Saviano dice che parlare di questi episodi e raccontarli e denunciarli è il nostro modo di RESISTERE.

    Dobbiamo prendere coscienza del fatto che i “baroni” sono tali perchè c’è chi li rispetta, li protegge, li osanna, li asserve. Smettiamola di asservire e finiranno i baronati.

    Esigiamo ciò che è nostro DIRITTO e ci viene invece prospettato come un FAVORE.

    Non esistono FAVORI DA MERITARE, solo DIRITTI DA ESIGERE!

    La ragazza denuncia e ora il professore è dimesso. Non tormenterà altre ragazze. Vi sembra poco?

    Ci sarà chi mi dice “non è facile”, “non sempre finisce bene” ecc… D’accordo ma dobbiamo osare. Le cose si possono cambiare (e questo caso è emblematico) dipende da noi. D’accordo, non al 100%, ma in gran parte dipende da noi.

    Dopo lo sfogo, una minuzia: l’esame senza testimoni è ILLEGALE. Basta “esami in ufficio”! Pretendete gli appelli pubblici!

    Vorrei abbracciare la ragazza e tutta la redazione di Step1, GRAZIE!!!

  • Monica1975

    esami a porte chiuse
    Oltre a essere ILLEGALI gli esami senza testimoni, sono anche ILLEGALI gli esami a porte chiuse.
    Gli esami devono avvenire con le porte APERTE!
    Ieri presso la facoltà di Lingue erano in corso degli esami, se non sbaglio presso le aule 117 o 118. Ebbene le porte erano chiuse! Non so se vi fossero o meno testimoni all’interno delle stanze, però le porte erano chiuse e questo non è legale.
    Ragazzi, quando vedete che i professori chiudono la porta della stanza, anche se dentro vi è un altro professore (o assistente) seduto a un’altra scrivania intento a fare altro, PRETENDETE che la porta della stanza rimanga APERTA!
    Sono d’accordissimo con Eddierosso…i baroni ci sono perché nessuno si ribella. Se ci ribellassimo tutti ai baroni, loro smetterebbero di esistere!

  • L.G.

    chiediamoci perché gli esami si devono svolgere pubblicamente
    Gli esami si fanno “a porte aperte” non solo per una questione di garanzia, ma perché costituiscono anch’essi un momento didattico. Consiglio sempre di venire ascoltare un po’ di esami prima di doverli sostenere e mi diverte la presenza degli stenografi che si affannano a verbalizzare tutte le domande. Solo qualche volta ho dovuto garbatamente contraddire qualche studentessa o qualche studente che avrebbero preferito svolgere il colloquio d’esame senza pubblico per una forma di timidezza: “Mi dispiace, è impossibile chiedere ai suoi colleghi di uscire”. Quindi, almeno nella mia esperienza, paradossalmente è il contrario: qualche richiesta di non avere “testimoni” è stata posta dai candidati; un docente, però, non può assecondarla per le ragioni di cui sopra, non solo per un astratto rispetto della norma. Mi pare tuttavia che la regola di esami pubblici sia nettamente prevalente, come lo era ai tempi in cui ero studente. Non dovrebbe essere difficile intervenire segnalando le eccezioni ai presidi di facoltà. Potrebbe costituire un buon argomento di inchiesta anche per step1.

  • studentessaunict

    bisogna esigere verità e non supposizioni!
    Prima di raccontare e di giudicare, i fatti vanno accertati. <>, lo dicono i suoi studenti. Ciò che lui insegna lo porta nella realtà. Non come certi docenti che insegnano bene e razzolano male.

    Non avete mai pensato che le Iene abbiano tagliato e cucito in modo poco corretto quella chiacchierata? Perchè loro in realtà fanno uno show. Il prof. in questione ha raccontato ai suoi studenti che quelli delle iene gli hanno rubato quelle frasi con una telecamera nascosta e soprattutto che tra quelle due frasi ce ne erano altre che spiegavano perché era meglio andare a denunciare in Procura e non che singoli professori andassero a parlare col prof. accusato.

    Quelli delle iene hanno mandato in onda delle prove visibili riguardo a Rossitto grazie a microtelecamere e registratori. E Dominique era d’accordo.

    Riguardo a quest’altro professore, le iene avevano il dovere di dirgli che lo stavano registrando – questa è violazione della privacy – o almeno dovevano mandare in onda tutta la conversazione.

    Ora non so veramente quale sia la verità, io tra l’altro non frequento quella facoltà, ma mai condannare senza prove.

  • EddieRosso

    La privacy non c’entra!
    studentessaunict dici: “tra quelle due frasi ce ne erano altre che spiegavano perché era meglio andare a denunciare in Procura e non che singoli professori andassero a parlare col prof. accusato.” e allora perchè non sono andati in Procura? cosa aspettavano?
    Meglio non disturbare il barone… le voci girano, ma lasciamo che siano affari degli studenti…

    Se era per loro, il professore, “il pezzo grosso”, era ancora là a molestare e soprattuto a laureare capre (visto che il voto lo scriveva direttamente la studentessa posso avere qualche dubbio sulla sua effettiva preparazione?

    E finiamola di sbandierare la “privacy” a destra e a manca e soprattutto a sproposito. Qui non c’è alcuna violazione. Non c’è volto, non c’è nome. Sono immagini che documentano un costume, un modo di pensare, un dato di fatto, nulla di più. Non ledono in nessun modo la privacy di chicchessia.

  • L.G.

    Re: La privacy non c’entra!
    Caro EddieRosso,
    su questo punto sono in disaccordo con lei. quel docente è perfettamente riconoscibile nel suo ambiente professionale. Se fosse vero, come temo, che attraverso il montaggio gli è stata fatta recitare una parte funzionale allo schema narrativo del servizio giornalistico delle iene, se il ruolo di portavoce della supposta “omertà” del corpo docente gli è stato attribuito arbitrariamente, tra l’altro approfittando del fatto che si tratta di un professore particolarmente impegnato nella didattica e sensibile alle esigenze degli studenti, gli sono dovute delle scuse e gli dovuta una riparazione. Vorremmo quanto meno vedere la registrazione integrale delle sue parole.
    Luciano Granozzi

  • studentessaunict

    privacy c’entra
    A quanto ne so io, ma magari conta poco, è stata Dominique a scegliere la strada delle IENE, dunque la Procura doveva arrivare subito dopo. Non ti pare Eddie?

    Pienamente d’accordo con Luciano Granozzi. Non diciamo che la privacy è tutelata dietro un tondino e una voce camuffata, se poi l’intervistato è riconoscibile nel suo contesto. Quelli della tv non danno il volto e il nome, ma danno degli indizi. Bell’affare!!!

  • EddieRosso

    Omertà ben più che “supposta”
    Insisto.
    Le testimonianze delle ragazze sono numerose. Esami rimandati 7 volte. Le voci arrivano alle orecchie del collega (“così mi hanno raccontato gli studenti” dice e persino “qualche 30 e lode è stato dato” come a dire che c’è chi si è piegata al ricatto).
    E il collega: “Non mi sono sognato di andargli a dire Ma tu…” e “E’ un pezzo grosso qua dentro” sono parole sue, le ha confidate a un giornalista. E’ giusto che si sappia che sono state dette. Non sono per forza sinonimo di omertà. Forniscono delle informazioni. Ad esempio che il professore accusato “non è l’ultimo arrivato”. Io personalmente non so chi sia il professore dietro il bollino e nemmeno mi interessa. Inoltre nessuno vuole condannarlo. State creando un caso che non esiste. Se lo riconoscono gli addetti ai lavori, è perchè lo conoscono e dunque sanno come la pensa senza bisogno di guardare Le Iene. Non è lui a esser condannato, ripeto. Si condanna semmai un sitema. Un modo di pensare. Ma anche un dato di fatto: certi professori sono meno vulnerabili di altri. Questo concedetemelo.

    Se “nel suo ambiente professionale” ci fossero più uomini e meno quaquaraquà, la Procura l’avrebbero avvisata LORO, immediatamente. Senza aspettare l’iniziativa di una ragazza indifesa (che per altro ha provveduto a denunciarlo prima della messa in onda del servizio). Parliamo tanto di questo povero collega ma vogliamo parlare di questa ragazza? Non pensate che abbia messo a rischio la sua carriera? Perchè è dovuta arrivare a tanto?

    Ora ditemi. Il collega fa bene a non avvisare la Procura e la ragazza sbaglia ad avvisare Le Iene?

  • L.G.

    Re: Omertà ben più che “supposta”
    Abbiamo solo un pezzettino delle dichiarazioni di quel docente, estrapolato da un discorso più lungo. Se ne accorge anche chi è digiuno di tecniche di montaggio. Ed è tutto.

    Aggiungo solo che l’università non dovrebbe avere bisogno di rivolgersi alla Procura per garantire il rispetto di un codice etico interno. Ed è di questo, credo, che si sta discutendo sia a Scienze politiche che nell’ateneo.

  • studentessaunict

    le parole assumono diversi significati in contesti testuali diversi
    le Iene, giornalisti? ahahahahahahah!!!

  • Monica1975

    cosa vecchia
    Per chi ha dei dubbi sulla attendibilità delle ragazze.
    Una collega mi ha detto che la mamma di un suo amico ha avuto lo stesso problema con lo stesso professore, ben 28 anni fa!
    Quindi questo professore non è nuovo a queste cose! Le porcherie che fa le fa da anni e anni!!!