La controversia sulla procedura di designazione della Commissione Statuto non accenna a placarsi.
Ieri Step1 aveva pubblicato un estratto degli interventi in Senato accademico dei presidi di Giurisprudenza, professor Di Cataldo, e di Lingue, professor Famoso.
Oggi (martedì 2 febbraio) i presidi delle Facoltà di Economia, Lingue, Giurisprudenza e Scienze Politiche, tornano sulla questione con una lettera alla comunità accademica nella quale ribadiscono "la palese violazione di norme regolamentari importanti".
Il "Bollettino d’Ateneo" si era limitato a pubblicare la notizia del decreto rettorale senza dar conto del dibattito all’interno del Senato accademico. Ma, in seguito al documento dei presidi, dalla segreteria del Rettore arriva la bozza del verbale della seduta.
Ecco, qui di seguito, la lettera dei quattro presidi di facoltà.
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Riteniamo opportuno che tutti i docenti ed il personale dell’Università di Catania sappiano come si è svolta la seduta del Senato Accademico del 31 febbraio 2011, sul punto relativo alla nomina di sei componenti della Commissione che dovrà predisporre la bozza del nuovo statuto dell’Università.
Il Magnifico Rettore ha aperto la seduta annunziando che non avrebbe consentito alcun dibattito. Ha presentato una lista di sei nomi non consentendo su di essa alcuna discussione. Ha consentito solo dichiarazioni di voto. Quattro Presidi e un altro componente del Senato hanno dichiarato di dissentire in toto dalle modalità procedurali adottate, preannunziando astensione o voto contrario (di queste dichiarazioni di voto è stata chiesta recezione integrale a verbale. Alcune sono state pubblicate da Step1).
Chiuse le dichiarazioni di voto, il Rettore ha messo ai voti la sua proposta, invitando il Senato a votare unitariamente per l’intera lista di sei. Il Preside di Giurisprudenza gli ha ricordato che, secondo l’art. 8 del vigente Regolamento del Senato Accademico, "la votazione per le designazioni ha luogo in base al sistema del voto limitato a non più di un terzo dei nominativi da designare", e pertanto ciascuno dei componenti del Senato poteva esprimere il proprio voto solo per due candidati. Inoltre, lo stesso Preside ha chiesto l’applicazione dell’art. 66 del regolamento generale di Ateneo, secondo il quale "le votazioni … riguardanti persone debbono essere adottate a scrutinio segreto, qualora anche un solo componente del collegio ne faccia richiesta".
Altri tre Presidi (Economia, Lingue, Scienze Politiche) e altri componenti del Senato, pari a più di un terzo dei presenti, si sono associati alle richieste del Preside di Giurisprudenza.
Il Rettore ha ignorato entrambe le richieste, ed ha invitato il Senato ad andare avanti, affermando che i problemi della legittimità della delibera sarebbero stati esaminati successivamente dai suoi esperti. Ha quindi invitato il Senato a procedere a scrutinio palese, ed ha chiesto a ciascuno dei componenti del Senato se approvava o non approvava l’intera lista proposta dal Rettore. Il risultato è stato che la lista è stata approvata da 17 componenti del Senato (il Senato è formato da 31 membri. I presenti erano 27).
Riteniamo che questo procedimento adottato dal Rettore sia inaccettabile sotto vari profili.
Sul piano giuridico, la palese violazione di norme regolamentari importanti come quelle di cui sopra non può trovare alcuna giustificazione. È inutile ripetere che il rispetto delle regole è condizione fondante di ogni consesso civile.
Sul piano politico, procedere alla revisione dello statuto dell’Università di Catania strozzando ogni discussione distanzia anni luce la nostra Università da quanto accade in tutte le altre Università italiane, ove si sta procedendo alle incombenze di preparazione di nuovi statuti con ben altro stile e in ben altro clima. Tutto ciò umilia senza ragione una comunità accademica numerosa, seria e prestigiosa come quella catanese.
Il percorso del nuovo statuto non poteva iniziare in modo peggiore. Il Rettore continua a dire che darà spazio a tutte le voci dell’Università, ma non esita a tagliar fuori oltre un terzo del Senato Accademico dalla scelta della commissione per il nuovo statuto. E lo fa non esitando a violare platealmente le norme regolamentari vigenti.
Catania, 2 febbraio 2011
Prof. Carmelo Buttà, Preside della Facoltà di Economia
Prof. Nunzio Famoso, Preside della Facoltà di Lingue
Prof. Vincenzo Di Cataldo, Preside della Facoltà di Giurisprudenza
Prof. Giuseppe Barone, Preside della Facoltà di Scienze Politiche





La posizione del Movimento Studentesco Catanese
MOVIMENTO STUDENTESCO CATANESE
COMUNICATO
OGGETTO: Commissione d’Ateneo. Dopo i 12 docenti, Recca sceglie anche gli studenti. Decisione illegittima. Gli studenti chiedono elezioni democratiche.
Dopo le votazioni in Senato Accademico e in Consiglio di Amministrazione dei 12 componenti della Commissione Statuto, oggi, 2 Febbraio 2011, il Rettore dell’Università di Catania Prof. Antonino Recca, mediante decreto rettoriale, ha arbitrariamente ed illegittimamente scelto i due studenti che andranno a comporre la Commissione.
Riteniamo del tutto antidemocratico il comportamento del Rettore e condanniamo con forza la nomina degli studenti Letterio Bruceti ed Emanuele Maniscalco, avvenuta in totale assenza di criteri condivisi e trasparenti. Sottolineiamo l’importanza della presenza degli studenti nella Commissione Statuto e consideriamo inaccettabile che personaggi eletti per ricoprire altri ruoli vengano riciclati all’interno dell’organo che redigerà la nuova “Costituzione” dell’Ateneo.
È altresì scandaloso che il Rettore, senza il minimo coinvolgimento degli studenti e limitandosi a “sentire i rappresentanti in Senato Accademico e in CdA”, come riporta il D.592, imponga ai 64 mila studenti iscritti all’Ateneo di Catania scelte clientelari, frutto di personali interessi politici. Per tali motivi il Movimento Studentesco Catanese considera illegittima la nomina della Commissione e chiede con fermezza un passo indietro del Rettore.
Oggi, le studentesse e gli studenti dell’Ateneo di Catania hanno fatto richiesta al Rettore di convocare immediate elezioni democratiche per la scelta dei loro rappresentanti in Commissione Statuto. Lo strumento democratico è l’unico che può garantire decisioni condivise e che può liberare l’Ateneo dagli sporchi giochi di potere ai quali troppo spesso si prestano Antonino Recca e le varie cricche locali, politiche e non.
Facciamo appello a tutto il mondo accademico catanese, che ha già manifestato insofferenza, e a tutte le forze democratiche affinché, insieme al Movimento Studentesco, chiedano la convocazione di elezioni trasparenti, mettendo fine ad una gestione autoritaria e baronale dell’Università di Catania.
Movimento Studentesco Catanese
http://www.movimentostudentesco.org
Lo Statuto:un “incipit” disastroso
Condivido" In toto" la lettera che i presidi prof. Barone, Di Cataldo, Buttà e Famoso hanno inviato alla comunità accademica per informare sullo svolgimento della seduta del Senato di Lunedì 31 gennaio e motivare pubblicamente il loro voto contrario. Le regole e le procedure non rispettate, come è palese, attengono al profilo giuridico , certamente, ma anche a quello politico per diversi aspetti.Infatti il rispetto delle regole e della impersonalità delle norme,(cosa tipica del potere moderno nella sua forma razionale-legale) garantisce della qualità e della natura democratica dei sistemi ai vari livelli della società;viceversa il non rispetto di esse indica un esercizio del potere in cui prevale l’arbitrio ed è in sofferenza la democrazia.
Il nostro Ateneo ha una tradizione antica, ricca e di tutto rispetto che va salvaguardata e, ancor più, potenziata nel tempo presente; non va in questo senso la scelta del Rettore in questa vicenda! La spaccatura del Senato acc.evidenzia un grave disagio di una parte non piccola della comunità.
sapete se è stata riunita la consulta degli studenti?
La reazione del MSC è comprensibile, visto che non hanno partecipato alle elezioni del rappresentanti (se non mi sbaglio). Mi chiedo però che ne pensano i rappresentanti eletti. Non dimentichiamo che c'è, o dovrebbe esistere, un organo, i cui compiti sono ben designati nell'articolo 13 ter – dello Statuto dell'Ateneo, che si chiama "Consulta degli Studenti". Sapete se è stata riunita e consultata?
Un criterio “di trasparenza” che forse non ho ben chiaro
La nuova riforma universitaria prevede come principi cardine per la modifica degli statuti di Ateneo, la semplificazione, l’efficienza, l’efficacia e la trasparenza dell’attività amministrativa (art. 2 comma 1). Criterio di trasparenza che forse non ho ben chiaro.
In qualità di rappresentante degli studenti in Senato Accademico, non condivido la scelta del Rettore Antonino Recca, di nominare arbitrariamente i componenti che faranno parte della commissione che lavorerà sulle modifiche da apportare allo statuto di Ateneo, come previsto dalla nuova riforma universitaria.
Ciò che è discutibile, non è la preparazione o la conoscenza sulla questione dei componenti che saranno in commissione, (lungi da me dal farlo) quanto i criteri utilizzati per la scelta degli stessi, al momento sconosciuti. Perché non accettare una proposta, a mio avviso condivisibile, fatta da altri atenei e da qualche preside: la facoltà, dopo un attenta valutazione e attraverso un consiglio di facoltà, propone una terna (composta da un ordinario,un associato e un ricercatore); sarà poi compito del rettore scegliere da questa coloro che faranno parte della commissione.
Questa potrebbe essere una soluzione democratica, basata su proposte e alternative da valutare. Rimango con il dubbio lecito viste le considerazioni fatte, sul criterio (di trasparenza?) con il quale verranno nominati i due rappresentanti degli studenti della commissione.
Dario Giuffrida (Senatore Accademico - Responsabile universitario associazione Trinacria)
La legge parla chiaramente
Io, invece, condivido pienamente la decisione adottata dal Rettore, il quale si è attenuto perfettamente a quanto previsto dalla l. 240/2010.
Ho letto che l’art. 2, co. 5 dispone che il Rettore istituisce con decreto l’organo per la modifica dello Statuto e nulla sulle modalità di nomina della commissione.
Non solo, la nuova legge universitaria non prevede più prevede più la figura del Preside!! Pertanto, non comprendo il motivo per cui i Presidi di alcune Facoltà pretendano ancora la loro consultazione per la nomina che il Rettore ha decretato.
una teoria straordinaria!
Gentile Arcidiacono, sarebbe interessante scoprire che la Sua è l'interpretazione autentica del Pensiero del Rettore. Così andrebbe letta la bozza di verbale che ha diramato? Secondo Lei, in virtù della l. 240/2010, viviamo dunque in uno stato d'eccezione nel quale non esiste più uno Statuto dell'Ateneo e non esistono più Regolamenti? Ed è in virtù di questo stato d'eccezione che il Magnifico pretende di poter di riformare l'ateneo dall'alto, coadiuvato da un gruppo di amici suoi, con la benedizione del Ministro? La Sua è una tesi molto interessante! E mi pare che, a una teoria così straordinaria sullOnnipotenza del Rettore, varrebbe la pena di interessare qualche filosofo del diritto. Per fortuna è Lei a parlare, e non il professor Recca. Dinanzi a un simile delirio di onnipotenza, sarebbe altrimenti seriamente da considerare l'opportunità di interessare la magistratura affinché ci dica che ne pensa di una così singolare interpretazione dei Regolamenti e delle Leggi.
@francesca.arcidiacono
Gli attuali Presidi e l'attuale Rettore, sono da considerare sullo stesso piano di legittimità in quanto cariche elettive.
Tu scrivi:
"Non solo, la nuova legge universitaria non prevede più la figura del Preside!! Pertanto, non comprendo il motivo per cui i Presidi di alcune Facoltà pretendano ancora la loro consultazione per la nomina che il Rettore ha decretato"
dimenticando che "la nuova legge universitaria" non prevede più neppure la presenza di questo Rettore.
Toccherà alla comunità accademica nel suo complesso darsi un nuovo Statuto. Ma intanto è importantissimo che il Rettore, tanto nello spirito della sua funzione di rappresentante dell'intero Ateneo, quanto nel rispetto delle procedure e dei regolamenti, osservi scrupolosamente lo Statuto che è in vigore. "La nuova legge universitaria" non gli conferisce affatto un potere monocratico.
Alleanza Universitaria esprime soddisfazione
Alleanza Universitaria e Ares esprimono soddisfazione per la designazione di Erio Buceti ed Emanuele Maniscalco. In una breve dichiarazione, il presidente di Alleanza Universitaria (Dario Moscato) ha detto: "E' d'obbligo congratularsi con i due neoeletti, sono sicuro che svolgeranno al meglio il loro compito al servizio degli studenti per una università migliore". E il vicepresidente (Luca Sangiorgio) ha aggiunto: "A mio avviso non poteva esserci nomina migliore in quanto, sia Buceti che Maniscalco, rappresentano meglio di tutti le istanze degli studenti".
“E’ comprensibile la presa di posizione dei quattro presidi”, secondo la Cgil
Il segretario provinciale della Camera del Lavoro di Catania, Angelo Villari, e Giusi Milazzo, segretario confederale Cgil, hanno commentato: "Ancora una voita l'autoritarismo e comportamenti antidemocratici caratterizzano la conduzione dell'Ateneo catanese. L'ultimo atto in ordine di tempo rischia di rappresentare un gravissimo vulnus anche per il futuro della nostra Università. L'aver costituito con una scelta autoritaria la Commissione per la revisione dello Statuto non solo la dice lunga sui metodi messi in atto troppo spesso dal rettore prof. Antonino Recca, ma ci induce a pensare che ci sia la volontà che lo Statuto sia elaborato anch'esso secondo gli stessi criteri. E' quindi comprensibile, a nostro avviso, la presa di posizione dei quattro presidi che hanno denunciato tali procedure e ad essi chiediamo che siano promotori di un vasto dibattito tra tutte le componenti".
“Non possiamo che condannare il comportamento del Rettore”. Libertas, Actea, Antudo e Sikelia “esprimono la propria amarezza”
In un comunicato stampa le associazioni studentesche Libertas, Actea, Antudo e Sikelia "esprimono la propria amarezza riguardo i metodi e i modi scelti e utilizzati dal rettore Antonino Recca". "Noi eravamo e siamo convinti - prosegue il comunicato – che questo processo di rinnovamento doveva assolutamente diversificarsi dalle modalità che hanno portato al varo della riforma universitaria (ricordiamo che, al riguardo, il governo nazionale si è mostrato chiuso a qualsivoglia proposta di dialogo), auspicando percorsi di responsabilità democratici e di alto profilo morale e intellettuale, così da poter essere, la comunità accademica e studentesca, da esempio a chi da Roma ci governa. Ahinoi, tutto questo però non si è verificato. E quindi non possiamo che condannare il comportamento del Rettore, il quale forse ha perso di vista il concetto di università libera ed eccellente. Contestualmente invitiamo i nostri rappresentanti eletti al Cnsu a un atto di responsabilità e quindi a rigettare l'incarico".
La FLC CGIL chiede la ridiscussione dei criteri di nomina dei componenti la Commissione
La seduta del Senato Accademico del 31 gennaio 2011, ha costituito l’epilogo di una stagione fortemente antidemocratica all’interno dell’Ateneo di Catania. Stagione già segnata dalla non sottoscrizione del contratto d’Ateneo da parte di tutte le sigle sindacali e le RSU, e dalla proclamazione dello stato di agitazione.
Il comunicato del 2 febbraio, a firma dei presidi delle facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche, in cui si evidenziano le illegittimità di procedure, nonché l’atteggiamento impositivo da parte del Rettore prof. Antonino Recca, riguardo alla nomina dei sei componenti della Commissione incaricata della stesura della bozza del nuovo Statuto dell’Università, ne è l’ulteriore riprova.
La FLC CGIL, nel manifestare la solidarietà ai Presidi che hanno assunto una posizione chiara e preso le distanze, sia sul piano politico che su quello giuridico, da tali azioni antidemocratiche, nonché a tutti coloro che hanno espresso un voto contrario o un’astensione, ribadisce la propria ferma opposizione alla costituzione di una Commissione non condivisa e che non rispecchia le professionalità presenti all’interno dell’Ateneo, negando pari dignità alle varie componenti.
Pertanto la FLC CGIL chiede la ridiscussione dei criteri di nomina dei componenti la Commissione, sempre auspicando un «confronto ampio e partecipato sui migliori assetti organizzativi di cui dovranno dotarsi gli atenei», come già evidenziato in un precedente comunicato in cui si suggeriva il rinvio della nomina dei componenti nella seduta del Senato accademico del 31 Gennaio, al fine di consentire l’ avvio di una consultazione democratica e partecipata per una prima riflessione sui contenuti del nuovo Statuto.
E’ necessario, infatti, ricomporre un clima di serenità e collaborazione all’interno dell’Ateneo per affrontare, nelle migliori condizioni “ambientali”, una fase difficile che dovrà definire il nuovo Statuto e i nuovi assetti degli Organi di Governo dello stesso.
Per tali ragioni rinnoviamo la richiesta di riconsiderare le conclusioni del Senato Accademico.
Antonella Distefano - Segretario generale FLC-Cgil Catania
Il “Bollettino d’Ateneo” è un notiziario dell’Università, non un organo personale del Rettore
Trovo scandaloso che il nostro "Bollettino d'Ateneo", notiziario istituzionale della nostra università, nel resoconto Nominata la Commissione Statuto, non riporti in nessun modo notizia della lettera dei quattro presidi di facoltà.
Una nota dai Giovani Democratici (Pd)
Riceviamo e pubblichiamo.
“Ci teniamo a esprimere solidarietà e vicinanza ai quattro presidi di facoltà che si sono esposti in Senato Accademico contro la modalità dispotiche con cui il Rettore Recca ha deciso di comporre le cosiddette “Commissioni Statuto”, cioè nominandone i membri in maniera assolutamente unilaterale. In particolare, i due membri scelti tra gli studenti non sono neanche passati al voto del Senato, malgrado da diversi giorni gli studenti chiedano di riconsiderare questa decisione. Si tratta delle persone che dovranno riscrivere le regole della democrazia universitaria, e viste le modalità con cui sono state scelte, le persone che probabilmente sopprimeranno del tutto questa democrazia.”.
Livio Gigliuto, segretario Giovani Democratici Città di Catania
Matteo Flamigni, responsabile Università Giovani Democratici Città di Catania
Un esempio che si colloca all’opposto del “metodo Recca”
Può essere utile leggere questo comunicato del Rettore di Torino su modi e tempi di elezione della commissione statuto. Sperando che qualcosa, almeno nella fase di discussione, possa essere attuato anche da noi. Significativo il solenne impegno del Rettore: "il Rettore sarà garante dell’effettività e dell’efficacia della partecipazione delle diverse componenti del mondo universitario – istituzionali e non – al processo di elaborazione del nuovo Statuto". Vi è da aggiungere che il Rettore Pellizzetti non ha ostacolato la procedura di voto online, autonomamente stabilita dai ricercatori dell’ateneo.
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Cari colIeghl, collaboratori tecnico-amministrativi, studenti,
in preparazione delle prossime riunioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione convocate nella giornata di giovedì 10 febbraio p.v., Vi sottopongo queste riflessioni. È necessario e urgente dare alla discussione relativa ai contenuti del nuovo Statuto e alla composizione della Commissione prevista dalla legge n. 240/2010, un percorso pubblico e razionale. È ovvio infatti che la pubblicità della discussione è garanzia del carattere universalistico degli argomenti utilizzati e delle proposte avanzate.
Quanto alla proposta di rendere sostanzialmente elettiva la Commissione Statuto, condivido con Voi queste considerazioni. Le ragioni di fondo della proposta – garantire trasparenza e partecipazione – sono perfettamente condivisibili, ma il metodo proposto – a tacere dei complessi problemi che suscita la sua applicazione è controproducente, ed anziché temperare, rafforza la logica di "critica dell’autogoverno universitario" che ispira la legge. Infatti, una elezione diretta conferirebbe una enorme legittimazione alla Commissione e la istituzionalizzerebbe proprio come Commissione costituente, "contro" le istituzioni esistenti, che ne sarebbero radicalmente delegittimate.
Chi ritiene che i profili più alti e più nobili della tradizione delle Università europee non vadano smantellati, deve difendere il principio dell’autogoverno, e dunque le sedi attuali in cui esso si realizza: i Consigli di Facoltà e di Dipartimento innanzitutto, che sono organi di vera e piena democrazia diretta; ed anche il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, che sono organi sicuramente elettivi. La soluzione non sta, quindi, nello sposare un’idea di democrazia di investitura diretta (che pone sempre, come noto, la domanda: "diretta da chi?") e plebiscitaria, ma nel difendere il principio dell’autogoverno diffuso, e dunque:
- nel negare, innanzi tutto, carattere "costituente" alla Commissione;
- nel configurarla come Commissione essenzialmente istruttoria;
- nel garantire – secondo il modello dello Statuto vigente – un’ampia e reale possibilità di discussione e di emendamento delle proposte elaborate dalla Commissione.
Qui si colloca un punto politico delicato: le posizioni ufficiali dell’Ateneo sono sempre e fermamente state di difesa dell’Università pubblica; e in questa azione di ferma difesa si sono trovate unite tutte le sue componenti. Occorre evitare che questa posizione si disgreghi.
Quanto alle modalità di costituzione della Commissione Statuto, a seguito della consultazione avvenuta nella giornata di ieri con i Presidenti delle Commissioni del Senato e con i Coordinatori delle Commissioni del Consiglio di Amministrazione, si seguirà il seguente percorso:
Ogni Rappresentante d’Area, che avrà avuto cura di convocare e consultare la propria Area, indicherà tre nominativi: un Ordinario, un Associato e un Ricercatore. Il Consiglio di Amministrazione presenterà sei nominativi. I Rappresentanti del Personale tecnico-amministrativo in Senato Accademico e in Consiglio di Amministrazione presenteranno da due a sei nominativi, in base ad una scelta, e a conclusione di una procedura, che essi stessi adotteranno.
Il Rettore potrà integrare la lista delle candidature così raggiunta con ulteriori nominativi (fino a sei).
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione designeranno, tra le candidature così ottenute, i dodici componenti di competenza – secondo la previsione normativa sei designati dal Senato e sei dal Consiglio; di questi dodici, due saranno Ricercatori e due del Personale tecnico amministrativo.
La Commissione sopra costituita verrà integrata dai due nominativi previsti dalla legge che i Rappresentanti degli Studenti in Senato Accademico e in Consiglio di Amministrazione presenteranno, a conclusione di una procedura che essi stessi adotteranno.
Le candidature delle Aree, del Consiglio di Amministrazione e dei Rappresentanti del Personale tecnico-amministrativo, emerse sulla base delle modalità sopra indicate, e i due nominativi dei Rappresentanti degli Studenti, saranno da presentare all’attenzione del Rettore, tramite inoltro di una mail all’indirizzo rettore@unito.it.
La presentazione delle candidature dovrà avvenire entro le ore 14.00 di martedì 8 febbraio p.v., così da poter consentire le designazioni da parte del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione convocati per il 10 febbraio p.v. Le candidature dovranno essere accompagnate da un sintetico curriculum vitae.
Quanto al percorso da seguire per l’approvazione dello Statuto, ribadito che oltre l’apporto competente e tecnico della Commissione istruttoria dovrà essere garantita la partecipazione di tutti i protagonisti della comunità accademica, per affermare l’autonomia e le specificità del nostro Ateneo, partendo dal principio che l’università è il luogo dell’autogoverno, il percorso sarà il seguente:
a) Entro il mese di marzo: lavoro isuuttorio della Commissione e contestuali audizioni, da parte della Commissione stessa, dei vari soggetti interessati, tra cui:
a) Presidi di Facoltà, Direttori di Dipartimento, Rappresentanti d’Area; b) Rappresentanti del Personale tecnico-amministrativo, autonomamente designati; c) Rappresentanti degli Studenti e dei Dottorandi di ricerca, autonomamente designati; d) Rappresentanti dei titolari di assegni e contratti di ricerca, autonomamente designati; e) Presidenti/Direttori di altre strutture di rilievo statutario.
b) Entro il mese di aprile: pubblicazione di una prima bozza da parte della Commissione istruttoria.
c) Entro il mese di giugno: raccolta dei pareri e degli emendamenti approvati dai Consigli di Facoltà (ed eventualmente, su loro decisione, dei Consigli di Corso di Studio) e dai Consigli di Dipartimento, dai Rappresentanti del Personale tecnico-amministrativo, dai Rappresentanti degli Studenti e dei Dottorandi di ricerca, dai Rappresentanti dei titolari di assegni e contratti di ricerca.
d) Entro il mese di luglio: approvazione finale.
Nel corso dell’intero iter, il Rettore sarà garante dell’effettività e dell’efficacia della partecipazione delle diverse componenti del mondo universitario – istituzionali e non – al processo di elaborazione del nuovo Statuto.
Certo che sapremo tutti cogliere le opportunità che questa nuova sfida propone, Vi saluto codialmente. Buon lavoro,
Ezio Pellizzetti - Rettore dell’Università di Torino
@A. Licitra
@ A.Licitra
La nuova legge universitaria non parla assolutamente di un "futuro" Rettore. E’ ovvio, quindi, che il riferimento sia a quello attualmente in carica!…"questo Rettore!"
Dei Presidi …neanche l’ombra! Pertanto, ritengo assolutamente insignificante la disperata richiesta di alcuni presidi di essere consultati. E’ proprio questa insistenza che, invece, mi induce a riflettere, non positivamente. Se poi penso alle modalità assolutamente "antidemocratiche" con cui, invece, sono stati eletti/imposti diversi membri del Consiglio di Amministrazione o del Senato accademico…beh…qui cosa vogliano dire sui Presidi??? Le voci girano…e arrivano velocemente anche agli studenti!!!!
Ancora, l’art. 2, co. 5 della legge Gelmini recita: <<Lo statuto contenente le modifiche statutarie di cui ai commi 1 e 2 è predisposto da apposito organo istituito con decreto rettorale …>>
Ricordo sempre che è bene leggere ATTENTAMENTE la riforma prima di parlare facendo, senza saperlo, il portavoce di chi – in silenzio – mira a ben altro…forse a diventare Rettore??? provando, peraltro, a diffamare Professori che per preparazione e prestigio danno fastidio, naturalmente, a chi si permette – invano – di offenderli!
Non bisogna farsi le proprie idee su ciò che si ascolta dagli altri. Leggete la riforma e inizierete a cambiare opinione!
@francesca.arcidiacono
Gentile Francesca, il Rettore, chiunque egli sia, chiunque lo abbia eletto, deve rappresentare e deve garantire tutto l’Ateneo. Non può gestire questa carica confondendola con le cariche di Partito alle quali solo di recente ha rinunciato. Ciò significa rispetto della Legge. Ma anche rispetto dei Regolamenti che l’Ateneo si è dato. Qui non è in discussione la qualità dei docenti indicati. E’ in discussione la violazione delle regole da parte del Rettore. Legga il Regolamento del Senato Accademico, come io ho letto l’art.2 della Legge Gelmini. La Legge Gelmini non abolisce Statuto e Regolamenti in vigore. Ogni rettore, ciascuno con la propria sensibilità, sta interpretando il modo migliore per coinvolgere l’intera comunità accademica. Al Rettore Recca questa sensibilità è completamente mancata. E questo è un fatto politico e culturale. Il Rettore Recca ha violato il Regolamento. E’ questo è un fatto inammissibile. Mi pare che abbiamo chiarito le rispettive posizioni. Da parte mia eviterò di annoiare i lettori prolungando una discussione che rischia di diventare ripetitiva.