Storia degli Orsi e dei loro amanti Cacciatori
Il lato maschio dell’omosessualità siciliana

Sono corpulenti e barbuti, con un aspetto rude e mascolino. E sono gay. Si tratta degli Orsi Siculi, community ursina online – l’unica dell’isola – attiva da dieci anni tra codici di riconoscimento, chat e serate a tema. Un modo per uscire allo scoperto e accettarsi. Nonostante le fashion victim

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Il maschio gay? Una figura efebica: snella, liscia e dall’aspetto effeminato. Uno stereotipo in voga non solo tra gli etero. Un’incrollabile certezza per chi non ha mai sentito parlare della comunità ursina. Ne fanno parte gli Orsi, omosessuali dall’aspetto molto mascolino. Barbuti, corpulenti e pelosi. Numerosi e apprezzati negli Stati Uniti e in Germania, dall’inizio degli anni ’90 hanno preso sempre più piede anche nel nostro Paese. Grazie all’idea di un gruppo di ragazzi siciliani, la comunità si è fortemente affermata anche in Sicilia, dove, nel 2002, sono nati gli Orsi Siculi, ad oggi l’unica community gay ursina isolana e tra le più famose in Italia. Ta i loro successi un sito internet supercliccato, una chat privata con oltre 800 iscritti e quasi dieci anni alle spalle di eventi e serate a tema organizzati in giro per la Trinacria.

Da dove sia nata l’esigenza di dar vita ad una comunità così specifica lo spiegano gli stessi Orsi sulla loro pagina online: «Uno dei maggiori paradossi siciliani è, neanche a dirlo, quello secondo il quale l’uomo irsuto ma, ahimé, finocchio altrove osannato stenti a trovare legittimazione nel paesaggio omosessuale isolano». Altri tempi, in cui «essere robusti o affermare di cercare persone in carne equivaleva a scatenare le reazioni più indignate fino al punto di venire additati come pervertiti e come amanti del gusto per l’orrido». Da qui il bisogno di identificarsi e sentirsi accettati, per vivere meglio la propria omosessualità.

«L’idea nasce da un gruppo di amici che iniziano a vedersi e a condividere le stesse passioni, ovvero l’interesse per gli uomini orsi – racconta il palermitano Mauro, membro e co-fondatore della comunità ursina siciliana -. Prendendo spunto da altre realtà, abbiamo creato un guppo nelle vecchie chat IRC e nel 2003 abbiamo organizzato la prima festa ursina a Palermo». Un successo, tanto che da quel momento in poi la comunità inizia a crescere. Una necessità anche per combattere la disinformazione sull’argomento, presente fino a dieci anni fa. «Tra gli omosessuali non c’era la consapevolezza che ci fossero dei gay maschi – continua Mauro -. Un’alternativa alla checca che ci mostrano i media. Molti di noi infatti esteriormente non sembrano assolutamente gay, eppure lo sono, anche se molto maschili».

Per evitare confusione e riconoscersi tra loro, gli Orsi seguono delle linee guida ben precise. E’ il Bear Code – o Bear Category – utilizzato sopratutto negli Stati Uniti: un’equazione basata sulle caratteristiche fisiche, quali fur (la pelliccia), weight (il peso), cub (l’atteggiamento, più o meno tenero, ad esempio se si è «in cerca di papà»), endowement (che riguarda le dimensioni di «quella cosa curiosa che hai tra le gambe»). Ma soprattutto la barba. Le categorie si riferiscono invece alla tipologia ursina. Si può essere un «Orso, mascolino e peloso, oppure un Chubby, cicciottello e senza peli, o un Teddy Bear, per i più giovani – spiega Mauro -. Ma la distinzione più importante è tra Orsi, che sono i grassi, e i Cacciatori, che sono i magri attratti dall’uomo orso. Io, ad esempio, sono un cacciatore».

Gli Orsi sono anche «solitari e non convivono bene con gli altri omosessuali». Soprattutto con le fashion victim, definizione che danno dei gay dall’atteggiamento effeminato. «Io un tronista non lo toccherei nemmeno con un dito», sottolinea Mauro. Meglio un uomo più cicciottello e magari con un bel viso. Strano è poi il rapporto con gli etero. «Nel mio caso ho visto persino un po’ di paura. Perché magari io ho un aspetto più mascolino di loro che si fanno la ceretta e si depilano le sopracciglia», se la ride il Cacciatore.

Un mondo un po’ chiuso quello degli Orsi, ma che nella comunità ursina siciliana ha trovato la sua dimensione, dove incontrare «chi li apprezza e li desidera, imparando ad accettarsi così come sono». Ma com’è essere gay oggi in Sicilia? «Rispetto a dieci anni fa c’è più apertura, anche grazie alle chat – ammette Mauro -. Sicuramente in Sicilia è più difficile, ma l’ambiente sta cambiando, soprattutto a Palermo e Catania». Ed è proprio per incentivare il cambiamento che gli Orsi siculi hanno deciso di aprire i loro eventi – circa quattro all’anno – anche agli etero. Scelta spesso criticata dalla stessa comunità ursina. «Per noi però è importante perché, se non convivi con gli etero, non potrai mai pensare di essere accettato per quello che sei – conclude Mauro -. Per capirti e conoscerti devono vivere la tua vita».

[Foto di di ♥ KawaiiCloud ♥

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Commenti

  1. conradin | 7 dicembre 2011

    Ah, ecco! Si tratta della “famosa invasione degli orsi in Sicilia”!

  2. Grazie per l’articolo, davvero carino!
    Tengo a fare un piccolo appunto sulla memoria storica riguardante e mostre a tematica ursina e Woof trimestrale ursino degli amici di “Altroquando”, il primo approccio agli incontri bear al vecchio Malox e poi quella successiva da Lady Oscar. Tutto questo prima del 2002 anno di nascita del gruppo Orsi Siculi.
    Un abbraccio a tutti gli amici “non-bear” altrettanto maschili!! :O)
    saluti, Mauro

  3. bearboywoof | 9 dicembre 2011

    Buon giorno CTzen, sono Lukas e sono un blogger. Ho molto a cuore la causa Bear, per questo ci tenevo ad esprimere la mia opinione…
    Tempo fa ho creato un post riguardante l’evento estivo di orsi siculi, la prima frase che mi è strata scritta è stata “ma unnai kiffari?”, a quanto pare la libertà di parola è un “utopia”, e le critiche sorgono anche a far crescere, ma lasciamo perdere questo dettaglio, volevo esporre il problema delle serate aperte agli etero per agevolare la convivenza etero-gay per essere “accettati”….strano….che nel momento in cui espongo lo stessa idea mi viene risposto: “Tu credi ke potresti mai riempire un locale come il rise up con i soli bear?”…beh allora qual’è il problema, la convivenza? o far riempire la location dell’evento? Di certo non posso biasimare orsi che si lamentano di ciò e tessere alla mercè di tutti etero-gay e quant’altro.
    Citando inoltre le parole di Mauro: “Gli Orsi sono anche «solitari e non convivono bene con gli altri omosessuali». Soprattutto con le fashion victim”. A parte la generalizzazione di un ghetto asociale che penso non possieda una mentalità unica ma un libero arbitrio, come mai in serate organizzate poi ci si ritrova con questi “fashion victim” così tanto osannati? però si accettano volentieri etero? bisognerebbe trovare un ben accordo tra teoria e prassi, contraddizioni continue
    Per quanto riguarda l’ideologiia dell’”accettazione di se stessi” mi sembra logico che ognuno di noi abbia voglia di vivere nella serenità e nella tranquiillità, e di conseguenza nella civiltà con gli altri. Come si fa ad accettare se stessi quando si sta a giudicare altri “ranghi omosessuali”solo per rimanere rinchiusi in una piccola cerchia? l’accettazione di se stessi in prims richiede l’accettazione del prossimo. In questo caso invece non si ha il benchè minimo pensiero alla convivenza nel gruppo lgbt e non ristretto ai soli orsi. Capisco e sostengo l’iniziativa di creare serate eventi dedicati ai soli Orsi, ma fondamentalmente mancano le basi primarie affinchè questo avvenga.
    Aggiungo: convivo come orso in un appartamento con un altro ragazzo gay che definireste “fashion victim”, quindi mi discosto dal pensiero della non convivenza e dell’amicizia con questo genere omosessuale, in quanto portatore di cervello autonomo.
    Distinti saluti
    “Cu unn’avi chi fari”

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