Un attentato sventato e undici arrestatati - Antonino Santapaola (figlio di Nitto), Daniele Nizza , Lorenzo Saitta, Francesco, Carmelo, Pietro, Angelo e Paolo Mirabile, Lorenzo Michele Schillaci e Salvatore Guglielmino- per il reato di associazione di stampo mafiosa questa mattina a Catania. «Si tratta di fermi operati d’urgenza, mentre sono ancora in corso le indagini investigative – spiega il procuratore capo, Giovanni Salvi «Siamo dovuti intervenire per evitare uno spargimento di sangue».
Secondo la ricostruzione della Procura, infatti, due degli arrestati – Lorenzo Michele Schillaci e Salvatore Guglielmino – «avrebbero potuto accrescere il gruppo dei Mirabile a cui appartenevano, ma erano passati a quello opposto», gli Ercolano. Dovevano quindi essere eliminati. E per loro erano stati pianificati due attentati. «Dalle nostre intercettazioni – spiega Salvi – emerge una richiesta pressante ad agire nei confronti dei due. Tutto era pronto, attendevano solo l’autorizzazione». Questa sarebbe dovuta arrivare da Giuseppe Mirabile, capo del gruppo che, seppure condannato all’ergastolo, avrebbe continuato a controllare e dirigere le attività criminali del gruppo attraverso i colloqui in carcere con i propri familiari arrestati.
Una nuova guerra tra famiglie, entrambe affiliate al clan catanese dei Santapaola, i cui conflitti interni si sarebbero inaspriti per il controllo di Caltagirone e di tutta l’area del calatino. «Questo dimostra che la calma è solo apparente. Al di sotto della superficie si muovono tentativi di riorganizzazione del gruppo Santapaola», ha detto il Procuratore. Le operazioni investigative svolte a Catania, inoltre, sembrerebbero far riferimento ad un caso precedente, quello dell’indagine Dionisio, conclusa dai Ros nel 2005 con l’arresto di 83 affiliati a Cosa Nostra nelle province di Catania, Messina, Enna e Clatanissetta.
«Siamo arrivati in tempo ma si tratta di una situazione ancora molto calda – ha concluso il procuratore – Adesso spetterà al giudice per le indagini preliminari decidere se convalidare i fermi. Ma questa di oggi, mi sembra comunque una notizia chiara, significativa e di un certo valore anche per tutta la città».




Ma che spreco di soldi pubblici. Lasciate che si ammazzino tra di loro … non sono piene le carceri?
“Si ammazzino tra di loro”, ma dove siamo nella giungla? E poi le storie di vittime innocenti di mafia, uccise solo perché erano nel posto sbagliato al momento sbagliato, mentre mafiosi cercavano di ammazzarsi tra di loro, non ti ha insegnato nulla? Non è mai una cosa solo tra di loro. Accade nelle nostre strade. A casa nostra. Che finiscano tutti in galera.
In effetti le carceri sono piene, ma forse non è tanto male metterci dentro qualche mafioso in più e qualche ladro di galline in meno