Ieri mattina volevo sapere se i conducenti degli autobus dell’Azienda municipale trasporti di Catania aderissero allo sciopero, ma invece di chiamare il numero verde ho fatto una ricerca su Facebook. Non immaginate il mio stupore quando ho trovato la pagina Amt Catania Orari. Quasi commosso per la scelta di offrire assistenza agli utenti attraverso il social network di Mark Zuckerberg, comincio a leggere gli status. Più leggevo più cresceva il mio stupore. Ero incredulo.
«Scusateci se nn vi abbiamo risposto ma ci sn stati problemi hai computer , inoltre il servizio interrativo della pagina riprendera il 02/01/2012 scusateci per il disagi»
Non credevo ai miei occhi. La pagina è piena zeppa di errori grammaticali, punteggiatura a dir poco creativa, linguaggio da sms adolescenziali, accenti dimenticati su un bus diretto al capolinea.
«noi cerchiamo di dare un giusto servizio , ma e impossibile , mancano fondi»
«poi sul fatto che l 830 passa ogni 120 minuti e vero ma xke ?»
L’idea che la pagina ufficiale dell’Amt fosse gestita da qualcuno che non riesce a scrivere in italiano la trovavo assurda. Un commento mi ha fatto temere il peggio, era firmato «Amt Catania». Ho chiamato l’ufficio relazioni con il pubblico dell’Amt, mi hanno assicurato che la loro presenza sul web non prevede nessuna pagina su Facebook. A questo punto mi chiedo: ma non sarebbe il caso di chiedere che nel nome e nella descrizione della pagina venga chiaramente specificato che non è una fonte ufficiale? Ne va della reputazione dell’azienda, già fortemente criticata per il servizio non impeccabile.
Roberto





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